L’importanza di chiamarsi Eriksen

Christian Eriksen è dell’Inter, e io ancora non ci credo. Senza dubbio parliamo del più forte giocatore ad arrivare all’Inter dall’inizio della dolorosa era post-triplete. Eriksen può (e deve) contribuire da subito ad aumentare le aspettative dell’Inter, ed è giusto essere fiduciosi.

Vero che il ragazzo non sta vivendo proprio la sua miglior stagione, ma è anche vero che i suoi numeri nelle ultime sette stagioni di Premier League sono semplicemente spaventosi. Eriksen è un giocatore universale, e forse le crude statistiche lo possono far capire meglio. Dal suo arrivo in Inghilterra è stato il miglior assist-man in assoluto di tutta la Premier (62 assist!), davanti a gente come Eden Hazard e David Silva. Sempre in termini assoluti è stato in questi anni il giocatore che ha creato più occasioni da gol (ben 571 occasioni) nella massima serie inglese. Giusto per statistica, da quando è in Inghilterra Eriksen è stato anche in assoluto il giocatore ad aver fatto più gol su punizione (8) e da fuori area (23). Non proprio numeri che si leggono tutti i giorni. A completare il quadro, Eriksen ha segnato da centrocampista ben 69 reti con la maglia degli Spurs (di cui 9 in Champions League, dove lo scorso anno ha giocato la finale, persa contro il Liverpool).

Qualcuno potrebbe obiettare che con il Tottenham ha portato a casa molti secondi posti, ma nessun trofeo. Allora questo discorso andrebbe esteso ad Harry Kane, suo compagno di squadra al Tottenham, che nonostante le grandi pestazioni non ha al momento vinto nulla. Per Eriksen ci sono comunque i trofei vinti da giovanissimo protagonista con l’Ajax.

Quindi Eriksen dove può giocare? Nasce trequartista, ma grazie alla sue enormi qualità tecniche è grado di coprire con tecnica e classe ogni posizione del centrocampo. Può fare alla grande sia la mezzala che l’esterno d’attacco. Può essere considerato praticamente un ambidestro, i. In più è un grandissimo tiratore di calci piazzati, come abbiamo già detto, e ha una visione di gioco fuori dal comune.

Forse poteva arrivare qualche settimana prima, forse no. Quello che è certo è che l’Inter ha in casa uno dei migliori interpreti del suo ruolo in attività, e può mettere nel motore tanta tecnica e classe come non se ne vedeva da tempo (Sneijder?), e vista l’età (28 anni a febbraio) avremo possibilità di toglierci tante soddisfazioni. Le possibilità di vederlo già già in campo (o almeno in panchina) stasera con la Fiorentina sono alte.

Benvenuto all’Inter Christian, adesso sogniamo insieme!

Mikhail

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Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.