La nuova Inter è partita bene

Torna la Serie A, e l’Inter inizia bene battendo 4-0 il Lecce. Avevamo tutti grande curiosità di vedere la nuova Inter di Conte, e abbiamo iniziato a capirne qualcosa. Di certo una partita non basta per farsi un’opinione, ma dà qualche spunto di riflessione.

Per cominciare è giusto sottolineare che il Lecce ha giocato una partita offensiva, cercando di proporre il suo calcio. In altre parole, non ha parcheggiato l’autobus. Questo ha di certo favorito le maggiori qualità dei nerazzurri, e le tante occasioni da rete. Sarà molto interessante vedere come funzionerà questa Inter contro squadre che invece si barricheranno in difesa.

Cosa è cambiato negli uomini? In teoria poco, ieri appena 2/11 dei titolari erano nuovi acquisti, ma nella sostanza è cambiato parecchio.

Il primo cambiamento sensibile è a centrocampo. avere di nuovo un giocatore a dettare i tempi al centrocampo. Sensi in qualche modo può essere definito il nuovo Rafinha. Velocizza i tempi delle giocate, salta facile l’avversario e ha un gran tiro. Doti mostrate largamente nel precampionato, quando la maggior parte di noi tifosi avevamo espresso dubbi su di lui. Subito un gran gol al debutto, e la sensazione che sarà difficilissimo toglierlo da quella posizione. Il suo lavoro consente a Brozovic di avvicinarsi di più alla porta, cosa che con Spalletti faceva di meno. Giocando da regista Brozovic è migliorato parecchio, anche in continuità, ma aveva quasi azzerato il suo contributo in termini di goal. Mi piace pensare che non sia un caso che i primi due gol siano arrivati dai centrocampisti, proprio il reparto dal quale i gol sono mancati negli ultimi anni.

L’altra grande novità era di tornare a giocare con due attaccanti. Avere due centravanti crea maggiore densità in area avversaria, e lo sappiamo tutti. Soprattutto se uno di questi è Lukaku, gigante scomodo da spostare e che difende bene il pallone, e un indemoniato come Lautaro Martinez che gli corre accanto. Per quanto lontano dalla condizione migliore, Lukaku ha mostrato tutte le sue qualità: grande fisicità ed una intelligenza calcistica fuori dal comune. Più di una volta il belga ha dettato i movimenti ai campagni (anche con i gesti), e le sue sportellate hanno creato superiorità numerica. Ed ha anche dimostrato un certo fiuto del gol, correndo incontro a Gabriel nel momento della sua presa difettosa, e segnando la sua prima rete in nerazzurro.

L’Inter ha funzionato bene anche nel pacchetto difensivo, nonostante l’infortunio di Godin e l’affaticamento a de Vrij nel riscaldamento, sostituiti dal duo D’Ambrosio-Ranocchia. Tutto fila per il verso giusto, senza intoppi. C’è persino spazio per un clamoroso gol di Candreva, autore di una buona gara, che non segnava da quasi un anno in Serie A, e ha deciso di farlo con una botta memorabile da distanza siderale.

Ma “un Candreva non fa primavera”, e l’Inter mostra ancora punti deboli (com’è giusto che sia ad agosto). I due attaccanti portano maggior peso, ma il centrocampo non sempre si è fatto trovare preparato. Sullo 0-0 un paio di palloni persi hanno mostrato l’Inter sbilanciata, con un centrocampo ancora non a regime. L’equilibrio verrà, ma ci vorrà del tempo. Mi preoccupa la poca varietà sugli esterni (anche se c’è in entrata Biraghi, fuori Dalbert), e forse poca qualità nei difensori centrali di ricambio. Ho ormai l’impressione che Conte & soci si siano pentiti di aver ingaggiato Lazaro, ad oggi oggetto misterioso.

In sintesi, la strada tracciata da Conte sembra essere quella giusta, ma per capirlo ci vorrà ancora tanto lavoro, e tante partite di campionato con squadre più attrezzate.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
Mikhail

Latest posts by Mikhail (see all)

About the Author

Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.