Kondogbia si è già preso l’Inter

Dopo troppi giorni rispetto allo show sulla terrazza del ME Hotel di Milano, per Geoffrey Kondogbia è arrivato il momento di presentarsi davanti ai giornalisti e soprattutto ai suoi nuovi tifosi, carichi a molla dopo le ultime stagioni fallimentari e letteralmente eccitati per il mercato che la Beneamata sta mettendo in atto da un mese a questa parte.

Il lungagnone francese è arrivato in quel di Brunico nella giornata di mercoledì, giusto in tempo per fare una sorpresa a tutti coloro che lo attendevano. Pronti via, e il nuovo numero 7 nerazzurro ha deciso di far capolino alla presentazione ufficiale della squadra, prendendo posto fra l’altro accanto a Kovacic ed Hernanes, facendo magari presagire quella che potrebbe essere una delle soluzioni per il centrocampo manciniano nella stagione che prenderà il via a fine agosto.

Il vero battesimo di Kondogbia col mondo Inter è avvenuto però in occasione della conferenza stampa di venerdì mattina. Alle foto di rito con Mancini, Ausilio e Fassone, tutti eccessivamente sorridenti, è seguita una breve introduzione di quest’ultimo che si è compiaciuto per il lavoro fatto a Montecarlo mettendo anche l’accento sullo sgambetto fatto al Milan, che già sentiva in pugno il nativo di Nemours.

L’Inter a centrocampo parla francese. Ancora troppo presto per pretendere che Geoffrey conosca l’italiano, ma le sue parole sono comunque decise. Si parte innanzitutto con la motivazione della scelta del campionato italiano e in particolar modo dell’Inter, ritenuta la migliore soluzione per un miglioramento globale. Il punto esclamativo che Kondo ci tiene a piazzare è diretto a chi lo aveva accostato al Milan, al quale lui afferma di non aver mai detto si. Con buona pace di stampa e tifosi rossoneri, aggiungeremmo noi.

Fase successiva della conferenza dedicata alle aspettative di Goffrey con la maglia nerazzurra: È normale che ci siano tante aspettative verso di me, ma finora non ho sentito alcuna pressione addosso. Piuttosto, sono rimasto felicemente colpito dalla passione che i tifosi hanno dimostrato per me e per la squadra. Sugli immancabili confronti con Yaya Touré, del quale probabilmente ha preso il posto dati gli innumerevoli rifiuti del campione ivoriano, e di un altro francese ex nerazzurro come Vieira: Non posso negare che Yaya sia un mio modello, abbiamo caratteristiche simili anche se gioco ad alti livelli da molto meno rispetto a lui.

Immancabili le considerazioni sul ruolo e le caratteristiche del francese, in un centrocampo come quello nerazzurro che al momento presenta diversi interpreti che dovranno sudarsi una maglia da titolare: Non ho preferenze per quanto riguarda la posizione in campo. Il mio punto forte è sicuramente la potenza, quello debole il recupero in fase difensiva. Le curiosità sul passato del neo centrocampista dell’Inter non si fanno attendere: Da piccolo apprezzavo molto la boxe…ma solo perché non amavo troppo le regole del calcio. La scelta del numero 7? Dedicata al giorno in cui sono nati mio figlio e mia madre.

Non resta che aspettare le prime amichevoli per vedere all’opera GK7. Nel frattempo, siamo sicuri di aver acquistato un prospetto di alto livello che potrà probabilmente dare quelle caratteristiche che sono sempre mancate negli ultimi tempi al centrocampo nerazzurro, sia in termini di qualità che di quantità. Il francese si è già preso l’Inter.

Paolo
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Paolo
Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.

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