Julio Cesar, l’Acchiappasogni

Julio Cesar

28 agosto 2005: Adriano segna una tripletta contro il Treviso e regala i primi tre punti stagionali all’Inter di Roberto Mancini. L’Imperatore brasiliano spadroneggia in attacco al vertice della formazione nerazzurra ma all’altro estremo, fra i pali, un altro brasiliano fa la sua bella figura: con il numero 12 uno sconosciuto Julio Cesar infatti scendeva in campo titolare nella prima di campionato mantenendo la porta inviolata.

Diciamocelo, chi fra i tifosi nerazzurri non è rimasto sorpreso – e forse anche un po’ indignato – dalla scelta di Mancini di lasciare in panchina un certo Francesco Toldo per dare la maglia da titolare ad un portiere – tra l’altro brasiliano, non certo una scuola rinomata nel ruolo – sconosciuto ai più? Proprio quel Francesco Toldo – diventato un eroe nazionale per i rigori parati nella semifinale Italia vs Olanda agli Europei del 2000, oltre che idolo indiscusso fra i tifosi nerazzurri per il gol (poi assegnato a Vieri) segnato allo scadere di un rocambolesco Inter vs Juventus dell’ottobre 2002 terminato 1 a 1 – adesso sedeva in panchina per guardare giocare un esile portiere mancino che nei sei mesi precedenti aveva fatto tribuna al Chievo collezionando solo tre panchine e zero minuti in campo.

Ebbene quella partita di fine agosto segnò l’inizio dell’era brasiliana della porta nerazzurra: un’era firmata Julio Cesar, con Toldo rassegnato a fargli da secondo fino al 2010, quando si ritirò dal calcio dopo la vittoria della Champions a Madrid e quindi del Triplete.

Un’era durata 7 anni, dal 2005 al 2012, nei quali Julio Cesar ha vinto con l’Inter ben 14 trofei: 5 Scudetti, 4 Supercoppe Italiane, 3 Coppa Italia, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club FIFA. Trofei vinti da assoluto protagonista, con 10 rigori parati su 26 in 300 partite disputate in nerazzurro.

Tanti i momenti straordinari che hanno fatto entrare Julio Cesar nei cuori dei tifosi nerazzurri, soprannominato l’Acchiappasogni per le sue parate impossibili che lo facevano sembrare un gatto fra i pali. E come non ricordare quella parata con la mano sinistra sul tiro a giro di Robben – destinato a insaccarsi sul secondo palo – nella finale vittoriosa di Madrid…

Memorabile è la linguaccia servita a Ibra per innervosirlo (senza riuscirci) prima di tirare un rigore in un derby storico per l’Inter, vittoriosa per 4 a 2 con un carismatico Stramaccioni in panchina.

Alla fine della stagione 2011/2012 l’Inter acquista Handanovic dall’Udinese e decide di non puntare più sul portiere brasiliano, destinato all’addio ai colori nerazzurri fra le lacrime e un saluto commovente a quella che lui ha sempre definito la sua casa e la sua famiglia:

QPR, Toronto e Benfica le squadre che hanno impreziosito la sua carriera dopo l’Inter, fra difficoltà e gioie, come la retrocessione con il QPR in Inghilterra e il campionato portoghese vinto con il Benfica, sua attuale squadra.

Ma nei suoi ricordi e nel suo cuore c’è sempre l’Inter, così come per il popolo nerazzurro. Oggi sono 36 le candeline da spegnere per uno degli eroi del Triplete. E non si può ricordarlo se non con la grinta e l’amore che ha sempre contraddistinto la sua storia nerazzurra.

Julio Cesar

Fonte: milanonerazzurra.it

Auguri Julione!

giulma
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giulma
Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.

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