Inter-Zenit 3-3, lo spettacolo non è mancato

Terza amichevole stagionale per i nerazzurri, stavolta di scena a Pisa, dove si affronta lo Zenit, davanti a un pubblico gremito, e un caldo asfissiante.

Gli avversari- La squadra di Pietroburgo è ben più avanti nella preparazione, in quanto il campionato russo comincerà tra una settimana e si trova quindi al termine della preparazione, a differenza dei nerazzurri. Lo Zenit è reduce da un quinto posto al di sotto delle attese e da un avvicendamento in panchina. A guidare i russi una vecchia conoscenza recente ma non troppo dei nerazzurri, vale a dire Sergej Semak, che nella stagione 2009-2010 militava in veste di centrocampista nel Rubin Kazan, e che poi ha mosso i primi passi da allenatore qualche anno più tardi, in qualità di assistente di Luciano Spalletti, oggi suo avversario.

Spalletti- Il mister ha iniziato a provare la difesa a tre in allenamento durante la settimana, pur non avendo ancora a disposizione tutti gli uomini. Ciononostante, ha scelto comunque di puntare sulla linea a quattro uomini, con qualche cambiamento rispetto all’ultima uscita. Handanovic tra i pali, Dalbert a sinistra e D’ambrosio sulla fascia destra, coppia centrale Skriniar e De Vrij, a centrocampo viene proposto Borja Valero con al fianco Asamoah e Gagliardini, Politano sulla corsia destra, Candreva dalla parte opposta, Icardi unica punta.

Primo tempo- Il caldo non aiuta a giocare a ritmi alti, né la condizione delle squadre può essere al meglio a metà luglio, ma la partita si lascia comunque apprezzare. L’Inter parte aggressiva e trova il gol al 16′ con un siluro di Candreva da fuori area che trova l’incrocio dei pali. I nerazzurri sembrano coprire meglio il campo nella prima parte di gara, ma lo Zenit riesce a pareggiare solo 10 minuti più tardi dagli sviluppi di una rimessa laterale è Noboa a pescare il jolly calciando di prima intenzione. Borja Valero avrebbe l’occasione di riportare i nerazzurri in vantaggio prima della fine del primo tempo, ma un salvataggio sulla linea a portiere battuto tiene il punteggio in parità.

Secondo tempo- Il secondo tempo comincia con le stesse formazioni della prima metà di gara. Da un contropiede nerazzurro ben orchestrato, Politano serve Valero in area che davanti al portiere viene atterrato da un difensore prima che possa calciare, non può che essere rigore. Dal dischetto si presenta Icardi che spiazza il portiere, ed è 2-1 al 50′. Lo Zenit trova comunque il pareggio con il nuovo entrato Mak, che riceve un pallone dalla parte esterna dell’area di rigore e fulmina Handanovic da pochi metri con l’ausilio del palo. Intanto prima girandola di cambi anche per l’Inter, che vede entrare in campo Ranocchia, Emmers e Lautaro Martinez. Ed è proprio Martinez ad avere un’occasione aerea dopo pochi minuti dal suo ingresso, ma la palla esce di poco a lato. Un minuto dopo, al 73′ Hernani con un gran tiro da fuori area trova un gran gol sul quale Handanovic non può nulla e quindi Zenit per la prima volta in vantaggio. Situazione però che dura solo due giri d’orologio, perché da un cross in area la palla viene schiacciata di testa da Politano e finisce per diventare un assist per Martinez che da pochi passi non può sbagliare. Altra giostra di cambi, Salcedo, Colidio, Zappa e Roric giocano l’ultima parte di gara. L’ultima occasione è dello Zenit che da una pazzesca ingenuità di Dalbert per poco non si riporta in vantaggio, ma Handanovic si fa trovare attento.

Nuovi arrivi- Asamoah a centrocampo si lascia apprezzare, palloni ben giocati e pochi rischi. Deciso miglioramento anche per Politano rispetto all’amichevole precedente, più presente sulla fascia e pericoloso in fase offensiva. De Vrij non ha colpe sui gol (due subiti con lui in campo). Ingresso più che incoraggiante di Martinez, che trova il gol da vero rapinatore d’area e si fa apprezzare per i suoi tempi d’inserimento.


Seconde linee-
Tanto si è detto di Dalbert contro il Sion dove ha giocato malissimo, oggi il terzino brasiliano, al netto della scemenza finale che poteva costare la sconfitta, è stato più propositivo in avanti e probabilmente giocare a sinistra lo mette più a suo agio. Deve comunque evitare certe distrazioni, perché potrebbero rivelarsi fatali in altri contesti. Ranocchia entra in modo un po’ leggero perdendo subito palla e lanciando lo Zenit in attacco, ma poi mette comunque ordine in difesa quando chiamato a intervenire. Convincente prova anche di Borja Valero, che oggi è riuscito a inserirsi in più occasioni in area e ad agire da metronomo a centrocampo.

 

Alessandro
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Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.