Inter – Villarreal 3-1, Jovetic continua a segnare

Di ritorno dalla trionfale campagna asiatica con la vittoria della poco pregiata International Champions Cup (assieme a Borussia Dortmund e Barcellona), i nerazzurri si spostano nella più vicina San Benedetto del Tronto per affrontare il Villarreal, nome che susciterà non pochi ricordi amari a molti di noi. Spalletti insiste con l’assetto tattico finora proposto, e partita dopo partita il gruppo sembra mostrare sempre maggiore compattezza. Per quanto le amichevoli non contino niente, sia che si vincano o si perdano, l’impressione è che squadra e tecnico stiano remando nella stessa direzione, e dalle nostre parti è già di per sé una notizia.

La Formazione – Il 4-2-3-1 è ormai la regola ad Appiano, Spalletti conferma Skriniar e Miranda come coppia centrale, Nagatomo e D’Ambrosio come terzini, Gagliardini e Borja Valero a centrocampo, Joao Mario Candreva e Perisic alle spalle di Eder. Finora si è visto qualche cambio di interpreti, ma lo schieramento è sempre stato questo, sta al mister ora valutare chi meriterà la maglia da titolare anche per i prossimi, e più importanti, impegni.

La partita – Entrambe le squadre utilizzano parecchio le rispettive corsie di destra, col risultato che si vede poco Perisic nell’inizio di gara, e si vede tanto Nagatomo (nostro malgrado) impegnato in difesa, così come Candreva viene cercato molte volte dai compagni. Marcature aperte da Eder imbeccato da un cross di Candreva, l’ex blucerchiato lascia partire un rasoterra molto rapido, che coglie di sorpresa il portiere, che non riesce a deviare il tiro nonostante non fosse molto angolato. L’Inter mostra una ritrovata sicurezza nel palleggio, Borja Valero è davvero una boccata d’aria fresca rispetto ai tanti pedalatori che popolano la mediana. Ma l’eccessiva sicurezza a volte può essere un problema: lo spagnolo rischia con un pericoloso retropassaggio di mandare in rete un avversario, ma è bravo Handanovic a chiudere con una tempestiva uscita. Il pareggio arriva poco dopo: tiro violento in area e respinta corta di Handanovic, sul pallone arriva prima di tutti Soldado che in area piccola segna senza troppi affanni. Nella ripresa i cambi operati sono minori rispetto alle altre amichevoli, solo due, e la seconda metà di gioco stenta a decollare almeno sul piano del ritmo. Il vantaggio nerazzurro viene siglato da Jovetic, sempre più ansioso di segnare al solo fine di battersi la mano sul petto per annunciare io resto qua! Il gol però merita l’applauso, gran tiro di prima intenzione su un pallone vagante che finisce sotto la traversa. Il sigillo finale è di Brozovic, l’uomo con l’andatura più indolente che si sia mai vista su un campo da calcio, ottimamente imbeccato da Icardi (sì, davvero) entrato proprio nel finale.

Nuovi acquisti – Spalletti dimostra di nutrire una certa fiducia in Skriniar, e quest’ultimo dal suo canto ha fatto un ottimo precampionato scalando le gerarchie della difesa. Borja Valero è più che un semplice acquisto di un giocatore di 32 anni a cifre comunque contenute (per i tempi che corrono), sembra invece essere un giocatore sul quale il tecnico conti molto. C’è modo di vedere Vecino nella ripresa, ma è ancora troppo presto per poterlo giudicare.

Reparto arretrato – La difesa almeno per tre elementi pare essere registrata, Miranda Skriniar e D’Ambrosio restano le scelte più utilizzate dal mister. Nagatomo è stato tra i giocatori più gettonati in questo precampionato, ma la sua presenza può essere spiegata con l’assenza di Ansaldi (oggi ricomparso nei minuti finali) e al ritardato arrivo (oramai imminente) di Dalbert.

Reparto avanzato – Icardi è tornato sul campo, ma Jovetic continua a segnare e a promettere di restare a Milano, così come Eder continua ad essere il vice sia di Icardi che di Candreva o Perisic, e chissà magari anche di Handanovic. Barbosa non è stato molto impiegato in questo pre-campionato, anche se lo si è giù visto quanto nella stagione precedente, se non di più, ma è difficile dire come sia collocato nelle preferenze del tecnico il giovane Gabigol.

Alessandro

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Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.