Inter vigliacca, senza guida né speranze

Firenze lo sai, non è servita a cambiarla“, incipit di un’indimenticabile canzone di Ivan Graziani, è forse il commento più preciso sull’Inter dopo la sconfitta contro la Fiorentina. Fiorentina-Inter ha confermato i grossi limiti di questa squadra, sotto ogni punto di vista, in primo luogo caratteriale. Anche Freud avrebbe difficoltà a tracciare un profilo psicologico di questo gruppo. L’impressione dominante è che l’Inter sia solo una squadra di vigliacchi, che alle prime difficoltà sparisce, sotterrata da una presunzione apparente, che in realtà è solo la paura di essere inadeguati.

Si va in svantaggio, si va rimonta, poi ci si appisola, si prendono dieci contropiedi, poi si prova a rimontare di nuovo. Un’altalena ridicola, anche una partita parrocchiale sarebbe gestita con maggiore consapevolezza. Purtroppo non c’è più il malvagio de Boer a fare da parafulmine, c’è Stefano Pioli, brava persona e buon allenatore, tirato dentro una situazione ingestibile per quasi chiunque. Un buon allenatore e niente più, avviluppato da una realtà societaria da far rabbrividire, colma di stimati dilettanti. Una classe dirigente mentecatta, capitanata dall’intoccabile Piero Ausilio, senza programmazione e consapevolezza dei casini in cui si trova, nè la minima idea su come uscirne.

In campo assistiamo allo show delle mezze calzette, in mezzo a qualche giocatore di talento finito lì per caso, o solo per colpa del destino avverso. Uno su tutti, Icardi. Il capitano, criticato spesso a sproposito, ha già superato il suo record stagionale di gol in Serie A (24 reti, 8 assist), con un sistema di gioco che lo aiuta quasi niente. Ieri s’è regalato una tripletta con sconfitta, probabilmente una cosa inedita nella storia della Serie A, eppure ancora se ne discute.

Vedere giocare questa Inter è sempre più una sofferenza inutile, un’agonia senza fine. Non si prendevano 5 gol in una partita dal 2013, e ieri ne abbiamo presi 4 in 17 minuti, cose senza precedenti. Non vinciamo da 5 partite, e abbiamo fatto 2 punti dei 15 disponibili. Eppure, va bene così. Il rinnovo di Ausilio, e le sue agghiaccianti parole nel prepartita (“Deve continuare a fare quello che sta facendo, sta lavorando bene nell’ultimo periodo”), assieme a quelle dello stesso Pioli (“Quella del secondo tempo non può essere la mia squadra, […] c’è stato un blackout inspiegabile. È stata un prestazione troppo brutta per essere nostra” ), fanno capire come in società si naviga a vista, se non a caso.

Eppure noi siamo ancora qui, nonostante tutto, a sorbirci questo schifo. Un appuntamento fisso, quasi un modo di essere, uno schifo da cui non sembra si possa uscire in tempi ragionevoli. Restano altre cinque, maledette, partite, poi noi tifosi andremo in vacanza. Perchè siamo noi che ci meritiamo una bella vacanza, chi sennò?

Mikhail

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
Mikhail

Latest posts by Mikhail (see all)

About the Author

Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.