Inter-Tottenham 1-6, è ancora notte fonda

Chiusa la parentesi estiva statunitense, i nerazzurri tornano in Europa, per la precisione ad Oslo, per affrontare nientemeno che il Tottenham. Mancini questa volta può contare su una formazione ben più competitiva delle ultime uscite amichevoli, avendo a disposizione oltre ai croati rientrati dall’Europeo, il nuovo acquisto Banega. In difesa, oltre ovviamente ad Handanovic, si rivede la coppia della scorsa stagione Miranda Murillo, sulle fasce D’Ambrosio e Ansaldi, a centrocampo Kondogbia e Banega in veste di regista, con Perisic e Biabiany nelle vesti di ali, Brozovic e Icardi completano gli undici.

L’inizio di gara non lascia presagire nulla di buono: Walker penetra in area, Ansaldi interviene in modo apparentemente pulito, ma l’arbitro indica il dischetto del rigore, che Kane realizza. Gli Spurs dopo soli 5′ minuti sono già in vantaggio. Pochi minuti più tardi gli inglesi si fanno vedere ancora sulla corsia destra, tunnel a Murillo palla messa al centro per Mason che, anticipando Handanovic in uscita, tira fuori di piatto.  L’Inter si affida a Perisic e Banega per uscire dai guai, il croato si dimostra uno dei più attivi, l’ex Siviglia invece trova una bella conclusione al 18′ che finisce di poco a lato. Banega insiste, verticalizza cercando di imboccare Icardi, ma il capitano dell’Inter non sembra essere nella sua forma migliore e viene spesso anticipato. Al 23′ Banega indovina il passaggio per Perisic che, lanciato verso la porta, non deve far altro che battere il portiere, 1 a 1 quindi. I nerazzurri in questo momento della partita sembrano fronteggiare gli inglesi con una certa autorità, malgrado le differenze sul piano atletico e di preparazione, Banega è il faro del centrocampo che continua a creare difficoltà alla difesa inglese, procurandosi anche parecchi falli. Ma proprio quando sembrava che gli uomini di Mancini avessero la situazione sotto controllo, al 40′ da una fitta rete di passaggi la palla finisce a Lamela che senza indugio scarica nell’angolino dove Handanovic non può arrivare, Tottenham di nuovo in vantaggio.

Alla ripresa Mancini conferma gli 11 del primo tempo, Pochettino invece sceglie di mandare in campo forze fresche cambiando ben cinque giocatori. Il secondo tempo vede un’Inter completamente spenta, anche i suoi migliori uomini del primo tempo, Perisic e Banega, sono appannati. Il Tottenham non fa alcuna fatica a prendere in mano la partita nel secondo tempo e farne ciò che vuole, inoltre dalla parte di Ansaldi i nerazzurri sembrano soffrire maggiormente, e Murillo e Miranda che vedranno raddoppiare le maglie bianche in area andranno facilmente in affanno. 50′, gli Spurs entrano in area con una serie di passaggi ravvicinati, Alli riceve da Janssen, che incrocia a giro senza lasciare scampo ad Handanovic, 3-1. Quattro minuti dopo, traversone da destra, D’ambrosio si lascia anticipare, Handanovic non esce, ma l’Inter riesce a salvarsi goffamente per l’imprecisione degli attaccanti avversari. Il quarto gol però è solo rimandato, Brozovic perde palla in attacco, contropiede dei britannici che somiglia più a una tranquilla scampagnata nel bosco, palla a Kane che infila facilmente Handanovic, 4-1 ed è notte fonda per i nerazzurri al 56′. Mancini opera le prime sostituzioni: Jovetic, Felipe Melo, Nagatomo ed Erkin, prendono il posto di Banega, Brozovic, Persic e Ansaldi. Il copione però non cambia, gli uomini di Pochettino arrivano in area avversaria quando ne hanno voglia. Alli manovra palla al limite d’area, Miranda lo stende, ma la palla finisce comunque a Janssen che realizza la sua doppietta personale. Giornata proficua per gli attaccanti inglesi, un po’ meno memorabile per la retroguardia nerazzurra.  L’unica vera azione degna di nota da parte dell’Inter sarà un colpo di testa di Biabiany terminato fuori, da un traversone difficilmente governabile di Nagatomo.  Il Tottenham decide di segnarne un altro, incursione di Lamela che mette fuori causa Handanovic con un passaggio per Harrison al centro, quest’ultimo non deve far altro che appoggiare la palla a porta libera, sesta rete per gli Spurs al 77′. La partita si trascina per altri 10 minuti dove i nerazzurri provano a rendersi pericolosi senza successo, il triplice fischio dell’arbitro ha comunque un sapore migliore di quello di un’inutile gol della bandiera.

Gli alibi per l’Inter si sarebbero anche potuti trovare fino a un certo punto: l’avversario più avanti nella preparazione (la Premier League comincerà tra una settimana), e l’aver avuto molti giocatori che hanno da poco ripreso ad allenarsi col gruppo. Ma la caterva di gol incassati e il secondo tempo dove la squadra ha passivamente subìto senza trovare contromisure, sono comunque inaccettabili e cancellano quanto di buono visto nella prima frazione. Restano sedici giorni all’inizio del campionato, la condizione atletica dei nostri difficilmente può essere peggio di così, ma oltre al miglioramento di questa, c’è da augurarsi che il tecnico riesca a registrare la difesa, apparsa più fragile che mai in questo inizio di campionato. Disperarsi per un’amichevole persa, seppur malamente, non ha molto senso, augurarsi che il mercato in entrata non sia terminato con il solo arrivo di Candreva, è invece buon senso.

 

 

Alessandro

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Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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