Inter-Stuttgarter Kickers

Prima amichevole della stagione 2015-2016 per l’Inter di Roberto Mancini,  il primo avversario dell’anno è lo Stuttgarter Kickers, squadra che milita nella 3° Liga, equivalente della nostra Lega Pro (C1 per i più nostalgici), che l’anno scorso ha ottenuto la quarta posizione sfiorando i play-off per l’accesso alla seconda divisione tedesca. Non è quella che verrebbe definita una partita dal fascino internazionale, ma in assenza di partite ufficiali è bene sapersi accontentare.

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La prima cosa da segnalare è l’assenza di Xherdan Shaqiri dai convocati per il match, la scelta del mister sembrerebbe confermare le voci che danno il giovane svizzero come giocatore ormai partente. Mancini schiera un’Inter con Handanovic tra i pali, Montoya e D’ambrosio terzini, e Ranocchia Juan Jesus centrali, Gnoukuri, Kovacic e Brozovic a centrocampo con Hernanes a ridosso delle due punte, Palacio e Icardi.  Fascia di capitano affidata a Ranocchia, vedremo se così sarà anche nelle prossime partite dato che il tecnico aveva lasciato presagire un possibile avvicendamento nelle gerarchie dello spogliatorio; lo Stuttgarter risponde a sua volta con  Muller,  Starostzik,  Braun,  Muller, Marchese(c), Badiane,  Stein, Abruscia, Baumgartel,  Mendler e Berko.

Al 3° minuto di gioco è Mendler a lavorare palla a centrocampo e lanciare sciaguratamente all’indietro innescando così il contropiede di Palacio che ha modo di partire dalla trequarti avversaria, penetrare in area di rigore e trafiggere il portiere con una certa facilità, ed è 1 a 0.

Ocasione per i tedeschi all’ottavo minuto, cross dalla destra e Muller con un colpo da biliardo centra il palo. Lezione di cinismo un paio di minuti più tardi, lancio lungo di Gnoukuri per Icardi che controlla a dovere e che a sua volta tocca per Palacio che anticipa il portiere in uscita con un tocco chirurgico, 2 a 0. I tedeschi non sono certo noti per arrendersi, di qualsiasi livello si parli, e da un contropiede avranno un’altra occasione dove risulta essenziale la chiusura della retroguardia. Al 23° Palacio  recupera un gran pallone in scivolata e mette in area per Hernanes, il brasiliano manca l’appuntamento col tiro ma nel farlo smarca Brozovic che davanti al portiere non può sbagliare, 3 a 0.

Altra occasione per lo Stuttgarter con Berko davanti ad Handanovic, ma è bravo l’estremo difensore sloveno a rispondere col piede, al 28° Icardi regala un altro pallone a Palacio che anticipa ancora una volta il portiere ma stavolta colpirà la traversa, pareggiando così il conto dei legni. Un minuto dopo è il portiere dello Stuttgarter, Muller, a commettere un’idiozia, pressato da Palcio nell’area piccola, si sbarazza del pallone servendo Icardi che a sua volta lo ringrazierà segnando il 4 a 0. L’Inter da ora in poi si adagerà forte del vantaggio, provando qualche conclusione da fuori con Icardi, Palacio e Brozovic, perlopiù velleitarie. Al 42° l’ultima occasione del primo tempo sarà per i tedeschi, Berko mette un pallone al centro dell’area per Medler, lasciato colpevolmente solo, ed è ancora Handanovic a impedire il gol avversario. Fine primo tempo con un risultato di certo soddisfacente anche se l’Inter ha rischiato in più occasioni.

Secondo tempo caratterizzato dalle numerose sostituzioni tra le file dei nerazzurri, Carrizo; Nagatomo, Andreolli (c), Popa, Santon; Gnoukouri, Dimarco, De Micheli; Delgado, Hernanes, Baldini è la formazione mandata in campo per la ripresa.

Al 52° è Baldini ad avere la prima palla gol del secondo tempo, ma il suo tiro è respinto di piede dal portiere Klaus (che ha preso il posto di Muller), un paio di minuti più tardi sono i tedeschi a trovare il gol con Fischer appena entrato, che riesce a sfuggire alla marcatura di Andreolli  e tirare in caduta, battendo così da pochi metri un incolpevole Carrizo, 4 a 1.

Secondo tempo decisamente più avido di emozioni rispetto alla prima frazione, da segnalare l’ingresso di Taider e di Kondogbia che prendono il posto rispettivamente di Gnoukuri ed Hernanes.
Bisogna aspettare il 67° per vedere una nuova occasione da gol, con la complicità della retroguardia nerazzurra, Dimarco sporca il disimpegno difensivo dei suoi, e con un rimpallo serve involontariamente Fischer solo in area, ma è bravo Carrizo a smanacciare in corner.

Il cambio di formazione ha praticamente tolto ogni incisività all’attacco nerazzurro, che non creerà più pericoli da qui al resto del match e lascerà il pallino del gioco in mano ai tedeschi, con l’Inter che si limiterà praticamente a contenere gli attacchi avversari ma senza più dare l’impressione di poter pungere quando ha palla. Sarà un altro errore su disimpegno, questa volta di Andreolli, a spianare la strada per la doppietta di Fischer, che può battere a rete fulminando Carrizo. C’è tempo anche per il terzo, ed ultimo, gol dello Stuttgarter, ennesimo pallone perso in fase di ripartenza (stavolta da Kondogbia) e Ivan in area da posizione defilata batte Carrizo. Un secondo tempo davvero da dimenticare.

Partita che si potrebbe tranquillamente definire dai due volti, influenzata dai numerosi cambi nella ripresa, e dalla maggiore freschezza atletica degli avversari che hanno un paio settimane di preparazione in più sulle gambe, curioso notare che l’Inter riprende da dove aveva interrotto, e cioè da un 4 a 3 (risultato finale dell’ultima gara della precedente stagione), se è vero che subire tre gol contro una squadra di livello inferiore non è per nulla incoraggiante, è altrettanto vero che inanellare vittorie con risultati tennistici o subire imbarazzanti sconfitte con squadre amatoriali in amichevoli estive, non modifica in alcun modo le ambizioni di una squadra in vista della stagione. Ci sarà tempo per valutare la rosa e i suoi nuovi acquisti, e soprattutto i nuovi centrali difensivi (Miranda e Murillo) oggi assenti. In altre parole, non è ancora il momento per imprecare e arrabbiarsi per i gol subiti, per quello ci sarà tempo.

Alessandro

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Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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