Luci ed ombre per l’Inter, ma la vittoria è preziosissima!

Dopo un buon 1° tempo, l’Inter perde la bussola (complice anche uno sfortunato autogoal), Fiorentina arrembante ma alla fine i nerazzurri hanno la meglio

Inter cinica, caparbia ma anche sonnecchiona e tutto sommato fortunata. Al via i Viola sembrano avere un passo diverso, arrembanti, in palla, propositivi. Fiorentina che confeziona anche un paio di occasioni pericolose, su tutte il legno colpito da Mirallas. Il tutto, però, dura 5 minuti, giusto il tempo per prendere le misure ed ecco che è la squadra di casa che prende il pallino del gioco.

I nerazzurri salgono in cattedra, trainati da un ottimo Candreva che spadroneggia sulla fascia destra, e da D’Ambrosio che gli fa da spalla in maniera egregia. Naingollan in crescita, Brozovic ispirato, solito grande Asamoah; c’è aria di grande serata! Manca solo il goal. Si iniziano a produrre trame ed occasioni, ma l’Inter non morde ed i minuti passano. L’aiuto, udite udite, lo dà il VAR: cross di Candreva verso Icardi, deviazione decisiva e scomposta di Vitor Hugo che viene ravvisata dall’arbitro Irati in cabina di regia ed è rigore. Sacrosanto.

Dal dischetto va Maurito Icardi, ancora a secco nel campionato in corso. Ciò che gli passa per la  testa, lo saprà soltanto lui, in tanti pagherebbero per captare qualcosa; lui però è imperturbabile, batte e la mette all’angolino, alla sinistra di Lafont. Da lì a poco si esaurisce un buon primo tempo. Inter padrona del campo, rincuorata dal ritrovato VAR review, che a questo punto sembra funzionare anche per episodi a nostro favore. Alleluja!

Gli uomini di Spalletti tornano in campo per gestire la partita, che ricomincia senza grossissime opportunità da ambo i lati. Al settimo della ripresa, però, ecco l’episodio che manda in tilt i padroni di casa: Chiesa prova un tiro senza troppe velleità che trova, però, una sfortunata deviazione di Skriniar, che spiazza Handanovic, per l’autogoal che vale il pareggio degli uomini di Pioli. Improvvisamente la bussola è persa: l’Inter pare in balia di un’ottima Fiorentina, trainata da un gran Chiesa, e da Pjaca (subentrato al posto di un impalpabile Simeone).

Spalletti manda fuori Candreva, fin lì il migliore in campo (per me), mettendo nella mischia Politano. Perché Candreva e non Perisic? In tanti se lo son chiesto! Il Croato non sembra più nemmeno la fotocopia del Perisic visto ai mondiali, come se fosse rimasto in Russia. E così, mentre la Fiorentina acquista fiducia, l’Inter perde terreno e rischia il tracollo: prima Pjaca di testa e poi Benassi, vengono murati pochi istanti l’uno dall’altro. Chiesa che da solo si mette i viola sulle spalle e si porta dietro mezza difesa. Immotivati tuttavia certi tuffi sull’erba di San Siro, che indispettiscono la nord.

Nonostante tutto l’Inter regge. Esce Vecino, al suo posto Keita Balde. Luciano Spalletti prova ad uscire la testa dalla sabbia, dando maggior piglio alla manovra offensiva. Non che ci voglia molto, diciamolo: Vecino è infatti tra i peggiori in campo, spaesato e svogliato più di Perisic. Stavolta non sarà l’Uruguayano a prenderla per il goal decisivo. E non sarà neppure Brozovic a farlo, tuttavia ci mette grande impegno: corre, macina km e copre il campo come pochi. Se si vuol trovare qualcuno di paragonabile a lui, quanto a giovamento, dovremmo citare certamente i soli Skriniar e De Vrij, colonne portanti di una difesa che nonostante tutto, regge bene e da sicurezze!

Sicurezza che sa regalare anche D’Ambrosio che, dopo un bellissimo triangolo chiuso da Icardi, si porta a tu per tu col portiere e lo trafigge col piattone. L’Inter che torna in vantaggio. Da qui in poi, l’Inter non rischia granché. Partita tutto sommato equilibrata, certamente piacevole e che consegna 3 pesanti ed importantissimi punti che smuovono la classifica, portando i nerazzurri al terzo posto, con 10 punti, in compagnia proprio della Fiorentina e del Sassuolo (che però ha disputato una partita in meno).

Vincere, si sa, aumenta morale ed autostima ma qui c’è bisogno che certi interpreti ritrovino forma e convinzione. Perisic e Icardi su tutti, devono partecipare ed incidere di più sulla manovra. Naingollan deve ritrovare forma e giocate degne del suo nome. Li a centrocampo poi, fa bene ma non giganteggia Brozovic, che da tanta, tantissima, quantità ma che non sa svolgere con qualità il ruolo di direttore d’orchestra; avrebbe, dunque, quantomeno bisogno di una valida spalla accanto, ma ahimè quel ruolo mancante è una lacuna di mercato che si proverà a colmare a gennaio. Nel frattempo tutti pregano che Vecino possa sfoderare altri colpi Champions e GagliardiniValero hanno sempre tempo per conquistare allenatore e tifosi.

La speranza, dovendole giocare una ad una, è che intanto si continui col filotto positivo contro il Cagliari. Concentrati e caparbi. Il resto, poi, se ha da venire verrà da se.

 

Toti

Calcisticamente onnivoro. Nato nell’82 di Rossi e Tardelli, forse per questo innamorato del calcio e delle imprese apparentemente impossibili.
Infermiere quando devo, papà a tempo pieno e difensore alla Materazzi quando il menisco regge. Ho subito una lobotomia, per scordarmi di Pancev, Gresko, Vampeta, Gilberto, Centofanti.... ma qualcosa è andato storto, perché li ricordo ancora!

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Toti
Calcisticamente onnivoro. Nato nell’82 di Rossi e Tardelli, forse per questo innamorato del calcio e delle imprese apparentemente impossibili. Infermiere quando devo, papà a tempo pieno e difensore alla Materazzi quando il menisco regge. Ho subito una lobotomia, per scordarmi di Pancev, Gresko, Vampeta, Gilberto, Centofanti.... ma qualcosa è andato storto, perché li ricordo ancora!