L’Inter è cresciuta, e ora fa paura

Non è mai facile parlare di una sconfitta dell’Inter, soprattutto quando fa male ed è immeritata come quella di Barcellona.

Ho pensato tutta la notte a cosa si potrebbe scriverne. Che il girone di Champions è complicato? Forse, ma abbiamo gli scontri diretti contro il Borussia da giocare, e per quanto impegnativo non è certo impossibile. Si potrebbe parlare del classico chi vince ha i campioni? Dire che se entrano Vidal e Gagliardini c’è differenza? Della panchina corta ho parlato anche io, ma sottolineando il grande sforzo per costruire una rosa competitiva.

Ho pensato invece che il modo migliore per parlare della sconfitta dell’Inter a Barcellona, è fare il raffronto con un anno fa. Un anno fa non avevamo creato nemmeno una vera occasione da gol, pur giocando palla a terra benino. Non avevamo nemmeno sofferto tanto il loro gioco, ma avevamo perso meritatamente.

Da allora cosa è cambiato? Nel Barcellona poco, forse sono solo un po’ più forti. Guardando bene, senza nemmeno sforzarsi, è l’Inter che è cambiata. E tanto anche. Quel mio “sta crescendo” dell’anno scorso, è ormai vicino alla fine. Abbiamo ormai la difesa migliore d’Europa, fatta di esperienza e forza fisica, e un centrocampo di qualità innegabile. Qualcuno ieri diceva che Sensi sembrava un mix tra Xavi e Iniesta, mentre Barella è entrato in pieno nel mondo Inter. In avanti abbiamo Lautaro Martinez, che ha dato finalmente una bella prova di maturità. Grazie a lui l’Inter ha segnato al Barcellona in Spagna dopo quasi 50 anni (1970, Coppa delle Fiere). Inoltre l’intesa con Sanchez fa ben sperare. Tutto questo considerando sempre che Lukaku è fermo ai box, ma dovrebbe tornare contro la Juventus.

Il Barcellona non perde in casa dal 2013, contro il Bayer Monaco (che vinse a mani basse quella Champions League). Per trovare una loro sconfitta ai gironi bisogna tornare addirittura al magico 2009-2010. Questa imbattibilità casalinga vorrà pur dire qualcosa.

Troppo facile dire che loro hanno i campioni e noi Candreva e Gagliardini. Questa è solo una parte della verità: l’altra parte dice che, a questa intesità, ieri sera poche squadre al mondo avrebbero portato a casa la pelle contro questa Inter. Nel primo tempo ci sarebbe stato stretto il 2-0, poi un arbitro casalingo ci ha negato un rigore solare. Non è solo il rigore ma una vagonata di cartellini gialli (e forse non solo) risparmiati a loro. Il Barcellona, probabilmente la squadra più forte al mondo in casa, ha sofferto da matti. E ha vinto solo ad alcune invenzioni. Alcune dell’arbitro, le altre di Suarez-Messi.

Dispiace aver perso una partita così, ma fa piacere pensare che da ora tutti torneranno a temerci.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.