Inter contro Juventus, fra storia e presente

Ci siamo quasi. Mancano pochi giorni ad uno degli appuntamenti più attesi da tutti i tifosi della Beneamata. Arriva il Derby d’Italia, arrivano i gobbi, arriva il bene contro il male, arrivano anni di sfide scudetto: arriva Inter-Juventus.

La sosta per le Nazionali, utile fondamentalmente solo alla classe medica per curare gli infortuni dei calciatori e l’orchite dei tifosi, ha caricato a mille l’ambiente, che di per sé già non aveva bisogno di ulteriori stimoli visti i trascorsi fra le due squadre.

In ogni caso, indipendentemente da chi scenderà in campo domenica, la gara fra Inter e Juventus è qualcosa che va al di là di una semplice partita di calcio, e che ha origine più di un secolo fa.

E’ infatti una sfida lunga ben 222 incontri fra Serie A e Coppe, con l’inizio datato 14 novembre 1909 in quel di Torino, con un solo buco: nell’anno 2006/2007 i bianconeri erano infatti impegnati a conquistare, in una cavalcata trionfale, uno dei trofei più prestigiosi mai vinti in 118 anni di storia: la Serie B. Del perché ci siano finiti, è inutile parlarne, tanto meno lasciarlo fare ad un interista che ignora totalmente cosa sia, in chiave calcistica, la seconda lettera dell’alfabeto.

In così tanto tempo sono veramente troppi i momenti da ricordare e analizzare per l’evento il cui nome fu coniato nel 1967 da Gianni Brera, pertanto ci limiteremo a darne una carrellata a partire dagli anni Ottanta.

Sono i tempi della querelle Platini, giocatore sedotto e abbandonato dall’Inter dell’allora presidente Pellegrini. I nerazzurri lo scartano, permettendo alla Juventus di accaparrarselo: un errore troppo grande per essere quantificato, dato che con i bianconeri Le Roi vince di tutto in Italia, in Europa e nel Mondo. All’Inter qualche tempo dopo sarebbe arrivato Rumenigge, consentendo alla Beneamata di ristabilire parzialmente gli equilibri nelle sfide con la Vecchia Signora.

Negli anni Novanta con le maglie delle due compagini sfilano tanti campioni, fra tutti Brehme, Matthaus, Schillaci, Vialli, Zidane, Davids, Baggio e Ronaldo. È proprio una delle gare col Fenomeno protagonista quella che, probabilmente, ha fatto inasprire ancora di più il rapporto fra due tifoserie mai amatesi. Campionato 1997/1998, 26 aprile, 31a giornata: in una sfida praticamente decisiva per l’assegnazione dello Scudetto, l’arbitro Ceccarini non fischia un fallo di Iuliano ai danni di Ronaldo in area di rigore, causando le proteste dell’intera squadra in nerazzurro e del suo allenatore, Luigi Simoni: il risultato finale? 1-0 per i bianconeri con rete decisiva di Del Piero, che di lì a poco avrebbe alzato la coppa del titolo nazionale per i suoi colori.

Si passa agli anni Duemila. Come dimenticare il pirotecnico 2-2 del Meazza con doppietta di Seedorf, con l’ultimo dei due gol di marca olandese messo a segno da distanza siderale. La gioia nerazzurra fu però fine a sé stessa, dato che la Juventus vinse ancora lo scudetto proprio a danno dei nerazzurri nella sciagurata domenica del 5 maggio.

Il gol di Toldo (o di Vieri, chissà) e la remuntada coi gol di Vieri e Adriano sono due delle pagine più belle a tinte nerazzurre vissute a San Siro agli inizi del nuovo millennio, senza dimenticare però la linguaccia di Del Piero su punizione, con evidente colpevolezza di Julio Cesar. Di lì a poco sarebbe scoppiata Calciopoli, dopo la quale l’Inter ha sempre fatto fatica a battere i bianconeri, troppo grande forse la voglia di rivalsa della compagine torinese dopo essere stata relegata per un anno nella serie cadetta. Bisogna aspettare l’arrivo di Mourinho per ritrovare un successo nerazzurro: prima con Muntari nel 2008, poi grazie a Maicon ed Eto’o durante la stagione dei record.

L’ultimo lustro è stato avaro di soddisfazioni per i nerazzurri, eccezion fatta per il successo allo Juventus Stadium targato Stramaccioni. L’Inter si è andata via via indebolendo, pagando gli errori post Triplete, la Juventus invece è rinata e ha dominato in Italia grazie alla cura Conte prima ed al pragmatismo di Allegri poi.

Quest’anno le cose sembrano però poter prendere una piega nuovamente favorevole ai nerazzurri. La situazione di classifica vede l’Inter al secondo posto, mentre la Juventus è relegata nella parte destra. I nerazzurri sono tornati prepotentemente sul mercato, rivoluzionando la rosa praticamente del tutto, riuscendo ad assicurarsi le prestazioni di gente del calibro di Jovetic e Kondogbia. La Juve dal canto suo ha dovuto dire addio alla colonna portante dei suoi successi, formata da Pirlo, Vidal e Tevez, e i risultati di questi cambiamenti sono sotto gli occhi di tutti.

L’Inter è obbligata a provarci, battere i bianconeri a casa propria darebbe un’iniezione di fiducia non indifferente. Di contro, la Juventus vuole provare a ritornare protagonista nella lotta alla vittoria di un campionato dal quale in molti la stanno escludendo troppo frettolosamente.

Chi avrà la meglio? Non lo sappiamo, basta aspettare domenica sera.

Anche se in cuor nostro, la risposta è alquanto ovvia.

Paolo

Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.
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Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.

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