L’Inter che sta nascendo

COMO, ITALY - SEPTEMBER 09: Aleksandar Kolarov of FC Internazionale trains during the FC Internazionale training session at the club's training ground Suning Training Center in memory of Angelo Moratti on September 9, 2020 in Como, Italy. (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

Tra una settimana riparte la Serie A, e l’Inter è ancora un cantiere. Proviamo a capire che progetto hanno in mente Conte e la società. Anche se non è facile, ci sono due sono i concetti chiari:

1: Tutti gli uomini del comandante
La prima sensazione è che Conte abbia preteso dalla società i suoi uomini. L’allenatore dell’Inter sembra voler puntare tutte le sue fiches su giocatori che già conoscono lui ed il suo calcio. Per questo i nomi che si sentono sono sempre gli stessi, Vidal (che dovrebbe presto arrivare a zero), Kanté, Marcos Alonso ed Emerson Palmieri (quest’ultimo un po’ di meno in realtà).

2: Suning adesso può, ma ora è il governo cinese che non vuole
Appare chiaro che la Cina non vuole che le sue imprese spendano soldi all’estero, vista la crisi mondiale dovuta alla pandemia. Per quanto sia evidente che Suning vuole investire, soprattutto dopo aver assaporato la vittoria dell’Europa League, Zhang & co hanno abbastanza le mani legate. Per questo l’Inter potrebbe privarsi di giocatori importanti come Brozovic, Skriniar ed Eriksen (giusto per dirne tre probabili), al fine di accontentare Conte. In altre parole, nonostante l’essersi liberati del Fair Play Finanziario, si deve di nuovo vendere per comprare. Anche per questo motivo i rientranti Perisic e Nainggolan non verranno (più) trattati come appestati ma come inaspettati nuovi acquisti, e salvo offerte valide non verranno svenduti o regalati in giro. Alla fine sarà difficile che Perisic resti, più facile Nainggolan, ma penso si proverà ad integrare.

Al momento gli unici innesti ufficiali sono il velocissimo Hakimi e lo stagionatissimo Kolarov. Se per Hakimi chiunque abbia avuto la disgrazia di vedere Borussia Dortmund-Inter dello scorso anno sa che aspettative enormi ci sono, Kolarov è il classico innesto a fine carriera, che però può dire la sua se usato con discernimento (come Young quest’anno, per intenderci).

Che non ci sarebbero stati fuochi d’artificio di calciomercato era chiaro a tutti, soprattutto dopo la tragica finale di Europa League (dalla quale sono ancora ferito e tutt’altro che ripreso). L’Inter sa che il gap con la Juventus si è ridotto notevolmente lo scorso anno, nonostante avessimo una rosa incompleta, ed in teoria quest’anno rischieremmo addirittura di essere la squadra da battere. Questo non tanto per i nostri miglioramenti, ma per le grandi sperimentazioni in casa Juventus. Un allenatore misterioso praticamente senza esperienza, chiamato a controllare quella che pare una sorta di autogestione dei dinosauri dello spogliatorio bianconero, tra rescissioni pesanti (Higuain, Khedira e Matuidi) e qualche arrivo di livello (Arthur e Kulusevski).

Se è vero che loro partono come incognita nel loro viaggio verso lo svecchiamento, ad oggi noi abbiamo gli stessi 11 che hanno finito la stagione. Adesso, con tutto l’affetto per Gagliardini, pensate che una squadra con lui titolare possa vincere lo scudetto? E non solo Gagliardini ovviamente, ci sono ancora troppi giocatori non all’altezza di essere tra i primi 14-15 della rosa, per diventare davvero la squadra da battere. L’Inter che sta nascendo non sembra ancora pronta al salto che tutti attendiamo.

Purtroppo il mercato non è quello adatto per liberarsi di tutta la zavorra in un colpo, e far tornare i gregari titolari a fare (giustamente) le rispettabili riserve. A mio modo di vedere manca un centrocampista di spessore (sì, oltre a Vidal qualora arrivasse, a meno che non resti Nainggolan), e smetterei di fissarmi su Kanté. Anche perchè, per me vendere Brozovic per arrivare a Kanté non risolve nulla. Giochi troppe partite e ancora hai la coperta coperta. E, soprattutto, manca un quarto attaccante di livello, visto che Sanchez non sembra troppo integro.

Ascoltare rigidamente le richieste di Conte non mi sembra un’idea eccezionale. Capisco le indicazioni e le preferenze, ma non è che senza i suoi uomini preferiti non si possa giocare un calcio competitivo, anzi.
Semmai sarebbe anche ora che Mister 12 milioni ci mostri qualche altro modo di giocare, qualche variazione allo stantio tema “corri e pedala”, alternato al simile “pedala e corri” che ci ha reso il club più prevedibile della seconda metà del campionato. Perchè anche gli altri club hanno a casa Sky Q e simili, e non è più così misterioso vedere come gioca la sua Inter.

Spero davvero che la strategia non sia solo quella di prendere giocatori ultra trentenni per proporre il solito calcio tutto fisico e corsa a 100 all’ora, e che il club e Conte mi smentiscano quanto prima.

Mikhail
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Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.