L’Inter c’è, ma ha più strada davanti

L’Inter sta vivendo settimane incredibili. Tre vittorie di fila in campionato, tra cui la Juventus e l’ultima, sfolgorante, contro la miglior Roma della stagione. Se ci aggiungiamo la netta rivincita nel derby di Coppa Italia contro il Milan, ed una finale di Coppa Italia riconquistata dopo 11 anni, è facile dire è cambiato il vento per l’Inter. E che il mio commento di appena un mese fa, è stato smentito dai fatti. Ed è bellissimo essere smentiti così.

Adesso la classifica dice che il Milan ha due punti, ed una partita giocata, in più. E che il Napoli è fuori dai giochi, dopo un suicidio spettacolare. Pioli si è sempre lamentato di aver giocato dopo l’Inter, che mette pressione e via discorrendo, dimenticandosi di Bologna-Inter bloccata a gennaio. Aritmeticamente dovevamo giocare prima noi per essere, almeno per un attimo, a parità di partite giocate. A conti fatti, eravamo noi ad avere più pressione.

Mercoledì, finalmente, Bologna-Inter verrà recuperata, e saremo davvero in pari. E questo recupero è, a mio avviso, la partita più delicata di tutte quelle restanti. Ci permetterà di capire chi è davvero in testa al campionato, e con che spirito si affronteranno le ultime quattro partite.

Dobbiamo concentrarci solo su noi stessi, consci però che abbiamo più chilometri da percorrere del Milan, ma che sono (sulla carta) più abbordabili dei loro. Sei partite ufficiali alla fine della stagione, ben quattro in trasferta (recupero a Bologna, e neutro per la finale di Coppa Italia). Bologna ed Udinese sono squadre molto toste fisicamente, con cui noi andiamo poco d’accordo e potrebbero metterci in difficoltà. L’Empoli viene dalla brillante vittoria in rimonta con il Napoli, e il Cagliari, dopo l’inaspettata sconfitta con il Genoa, è di nuovo invischiato nella lotta per non retrocedere. Insieme alla Sampdoria. Questi testacoda sono molto pericolosi.

Non bisogna sottovalutare nemmeno le squadre salve, che vorranno comunque fare bella figura contro di noi. Resta che se l’Inter gioca come l’Inter vista nelle ultime settimane, la possibilità di vincerle tutte è difficile ma non del tutto impossibile. Il problema sono i chilometri in più da correre, ed il recupero e la finale di Coppa Italia sono due ossi duri a livello fisico e di energie nervose.

Giocare due partite in più in meno di un mese rispetto al tuo rivale, che peraltro ha finito le coppe europee da dicembre, è uno svantaggio non da poco. Il Milan quindi ha solo quattro partite, da preparare con calma durante la settimana. Tuttavia incontra avversari in teoria più blasonati: Fiorentina, Atalanta, Verona e Sassuolo. Va detto però che, escluso l’Hellas, le altre tre vengono da un periodo di forma non proprio brillantissimo. Anche se resta che Fiorentina e Atalanta hanno bisogno di punti per la zona europea. Ma bisogna ricordare che i viola affronteranno il Milan con sulle gambe la partita da recuperare mercoledì (come noi) e la figuraccia di ieri a Salerno.

Il nostro calendario sembra più facile, ma è comunque molto insidioso e con più partite da giocare, ed il loro sembra più altisonante ma, in verità, meno terribile di quello che poteva essere un paio di mesi fa.

Alla fine resta sempre un grande equilibrio. E secondo me molto si deciderà con le prossime due trasferte dell’Inter. Bologna ed Udinese potrebbero essere gare decisive. Poi si guarderà a come si comporterà il Milan. Ma se non l’Inter non dovesse vincere queste due (in particolare il recupero), la situazione rischia molto di capovolgersi ancora e, se dovessimo tornare noi a rincorrere sarebbe quasi impossibile ribaltarla.

A consolare è l’aspetto fisico dei nerazzurri. La partita con la Roma ha confermato che l’Inter è tornata aggressiva. Morde la partita per prima, con grande cattiveria agonistica, sia sotto l’aspetto muscolare che mentale. Ed è l’unica cosa davvero incoraggiante, che può farci affrontare con più fiducia in un tour de force che si preannuncia da infarto.

Mikhail
Latest posts by Mikhail (see all)

About the Author

Mikhail
Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.