Inter-Carpi, una buona sgambata

Grande caldo a Brunico per la seconda amichevole stagionale dell’Inter, che di fatto chiude il ritiro in terra trentina.

Mancini rispetta quelle che sono le ipotesi della vigilia e manda in campo la formazione migliore, al netto di infortuni e mercato. Handanovic in porta, linea difensiva a quattro con D’Ambrosio, la “collaudata coppia” RanocchiaJuan Jesus e l’esordiente Di Marco, classe ’97 prodotto della primavera. Centrocampo con Kovacic nel suo nuovo ruolo di regista, affiancato dagli scudieri Brozovic e Kondogbia. Hernanes sulla trequarti alle spalle degli argentini Palacio e Icardi. Dal canto suo, Fabrizio Castori schiera Benussi fra i pali, Poli, Romagnoli, Gagliolo e Letizia davanti a lui, Pasciuti, Porcari, Bianco e Di Gaudio sulla mediana, con Lasagna a sostegno dell’unica punta Mbakogu.

Pronti via e dopo soli tre minuti un’illuminazione di Kondogbia, sapientemente velata da Hernanes, manda in porta Palacio che a tu per tu col portiere avversario non può far altro che depositare in rete il pallone dell’1-0 nerazzurro. Le elevate temperature e le gambe pesanti non favoriscono certo i ritmi alti, ma è senza dubbio l’Inter ad offrire le giocate migliori alla nutrita folla di tifosi presenti. Il primo vero brivido per gli uomini di Mancini arriva al 21’, quando un complicato intervento di Ranocchia, in stile Kung-Fu Panda, rischia di tramutarsi in un goffissimo autogol. Dal corner seguente, dopo qualche rimpallo di troppo è Lasagna a presentarsi davanti ad Handanovic trafiggendolo per il gol dell’1-1, sfruttando anche una non perfetta uscita dello sloveno. Neppure il tempo di godersi il pareggio che è Icardi a ristabilire le gerarchie in campo, dopo una bella azione orchestrata da Hernanes, che smarca divinamente D’Ambrosio bravo (finalmente!) a mettere il pallone sulla testa di Maurito. L’Inter pressa alta ed ha gioco facile nel creare azioni da gol, è ancora Hernanes protagonista con un sinistro che impegna Benussi sul suo palo costringendolo a regalare un altro angolo agli avversari. È il preludio al gol del brasiliano, che arriva cinque minuti su calcio di punizione, arrivata dopo una magia provata da Kondogbia che consente a Brozovic di esibirsi in una pregevole ruleta, prima di essere steso al limite dell’area. Il destro del profeta è chirurgico, 3-1 al 33’. Nel quarto d’ora rimanente da segnalare un velleitario tentativo di Letizia per il Carpi, con l’Inter che cerca di proporsi in avanti senza però far correre particolari rischi alla difesa emiliana.

Dopo il rinfrescante intervallo, le squadre si ripresentano in campo. Mancini cambia undici undicesimi, passando al 4-4-2 formato da Radu, Montoya, Andreolli, Popa, Santon, Nagatomo, Taider, Gnoukouri, Baldini, Longo e Delgado. Come nel primo tempo, basta poco all’Inter per trovare il gol: cross di Santon dalla sinistra e rete di Longo dopo un imbarazzante palo da zero metri colpito da Natagomo. Il redivivo Taider, mascherato probabilmente per non farsi riconoscere dopo la precedente esperienza in nerazzurro, rischia di trovare il 5-1 con un insidioso sinistro dal limite che si spegne però sul fondo. La rinnovata retroguardia nerazzurra non riesce comunque a dormire sonni tranquilli nemmeno dopo l’uscita di Ranocchia e Juan Jesus, al 55’ infatti sono prima Gagliolo e poi Matos a creare apprensioni al giovane portiere Radu. Bisogna aspettare quasi un quarto d’ora per rivedere un’azione degna di nota, ancora appannaggio del Carpi: al 69’ arriva infatti l’unica emozione della ripresa, col gol di Ryder Matos di testa su cross di Wilczek. Poco più tardi un impacciato Longo dimentica che a calcio si gioca con un pallone, e lanciato contro il portiere pensa bene di ignorare questa basilare regola facendosi rimontare dal difensore di turno. Avviene davvero poco altro nei minuti rimanenti, utili a Mancini per capire chi dei giovani in campo possa far parte della spedizione in Cina che partirà nei prossimi giorni. L’Inter batte dunque il Carpi 4-2.

Limitandosi al solo primo tempo, con in campo l’Inter titolare o presunta tale, da c’è da mettere l’accento su alcuni aspetti. I nerazzurri giocano bene, hanno un’idea precisa di ciò che devono fare in campo, elemento fondamentale per imporre la propria impronta alle gare e far si che esse svoltino nel verso giusto. La forma di Palacio è già altissima, l’argentino sarà difficile da scalzare dal posto accanto ad Icardi, chiunque dovesse arrivare per far parte del gruppo di attaccanti a disposizione di Mancini. Passando proprio ad Icardi, già dopo due uscite si può notare il netto miglioramento rispetto alla scorsa stagione: il bomber argentino è diventato un attaccante totale, che svaria molto su tutto il fronte offensivo senza limitarsi a stazionare in area di rigore in attesa del pallone. Buona la prova anche di Kondogbia ed Hernanes, ancora un po’ timido Kovacic, che sta studiando da regista per evitare di perdere il posto a centrocampo. L’impressione che però si ha è che il croato debba dotarsi di maggiore propositività, senza limitarsi al passaggio facile come visto fare troppo spesso lo scorso anno.

Paolo

Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.
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Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.

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