Inter-Atalanta, la prima magia di Jovetic

Questo Inter-Atalanta non era proprio iniziato nel migliore dei modi. Icardi si ferma nel riscaldamento, al suo posto Jovetic. Anzi no, Icardi (neo capitano) gioca ma si rompe dopo una decina di minuti, e ora sì che entra Jovetic. In campo regna la confusione, anche il giovane Gnoukouri, il migliore in tutto il precampionato, commette qualche errore di troppo, e in generale il centrocampo fatica molto. E il primo tempo va via così, con un gol sfiorato nei primi minuti dai bergamaschi e poi l’Inter che, con generosità e fisico ma poco gioco, cerca di portarsi nell’area avversaria. Escludendo una conclusione di piatto di Kondogbia respinta da Sportiello, il primo tempo si assesta sul livello medio del precampionato, blando e senza spunti. Per fortuna, la ripresa sarà ben diversa.

Il secondo tempo inizia con l’ingresso di Hernanes, al posto di Gnoukouri, che vivacizza un pò la manovra. Al 50′ è ancora Kondogbia, con una gran botta da fuori, a scaldare i guanti di Sportiello. Dal 60′ minuto l’Inter aumenta i giri, Brozovic in voleè (per la verità difficile) va vicino alla rete. Momento chiave al 71′, Carmona prende il secondo giallo e lascia l’Atalanta in dieci. L’Inter ci crede e continua a pressare, un paio di minuti dopo Jovetic sfiora il gol con un gran tiro da fuori area, palla fuori di pochissimi centrimetri. E’ dopo l’80’ che la pressione dell’Inter si fa insostenibile per gli uomini di Reja, anche grazie a Murillo e Miranda, che giocano molto alti, quasi sulla linea di centrocampo. A centrocampo Kondogbia giganteggia, dà quasi l’impressione di essere l’unico centrocampista nerazzurro.

L’Atalanta è ormai tutta chiusa nella propria area di rigore. Hernanes tenta la rete con una girata improbabile, al minuto 84′, poco dopo Mancini finisce i cambi, inserendo il giovane Manaj. A pochi secondi dal 90′, è Palacio a colpire il palo, da posizione per la verità proibitiva. Nel recupero Hernanes e Santon, sempre da fuori area, impegnano Sportiello. Quando ormai lo 0-0 sembra congelato, a Jovetic viene concesso di avvicinarsi senza pressione al vertice alto dell’area di rigore, il montenegrino vede il pertugio e mira al sette con un tiro a giro di pregevole fattura. Sportielle immobile, San Siro intero esplode, è festa grande sugli spalti e sulla panchina nerazzurra.

Non succede più nulla, la prima di campionato va in archivio con il sigillo del nuovo numero 10, al debutto a San Siro. Una vittoria sofferta ma tutto sommato meritata dagli uomini di Mancini, con grande abnegazione e voglia di scrollarsi di dosso le molte critiche ricevute in queste ultime settimane. Resta ancora molto lavoro da fare, e qualche giocatore arriverà per completare la rosa, ma va evidenziato il fattore mentale: l’Inter dello scorso anno aveva nel DNA di perdere le partite all’ultimo secondo, non certo di vincerle. Questo può già essere qualcosa di incoraggiante.

Mikhail

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Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.

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