Inter, 7 motivi per essere felici

Il 7-1 con l’Atalanta è uno di quei risultati che resterà nella memoria dei tifosi nerazzurri per molto tempo. Oltre ai tre punti, importanti per la lotta al terzo posto, ci sono altri motivi in più per gioire, e noi abbiamo provato a selezionarne 7:

1. Icardi. Forse solo nella partita d’andata contro la Juventus, il giovane capitano aveva giocato una partita migliore. Icardi è si letteralmente mangiato la partita, una tripletta in meno di trenta minuti di gioco, procurandosi rigore e punizione da cui scaturiscono i primi due gol, restando un incubo perenne per tutta la difesa orobica. Dopo l’infame squalifica a Torino, ha giocato tre partite, segnando in tutte (20 gol in campionato), e procurandosi persino due rigori (trasformati in modo impeccabile), cosa si può chiedere di più?

2. Banega. Due indizi, forse, fanno una prova. Dopo la sontuosa prova di Cagliari, Banega si ripete e si supera. Tripletta anche per lui, due gol su inserimento e ancora gol su punizione (e stavolta anche più bello). Ever è forse finalmente entrato nei meccanismi nerazzurri, incidendo in tutte le fasi del gioco, e dimostrando di essere l’unico vero interprete del ruolo in casa Inter. Si prospettano tempi duri per Joao Mario e Brozovic, e la competizione interna non potrà che fare bene alla squadra.

3. Un attacco micidiale e una difesa in crescita. Ci piace pensare che i tanti gol realizzati nelle ultime due partite non siano un caso. Facciamo sempre più azioni da gol e siamo più concreti sotto porta. Anche la difesa sembra tenere molto meglio, e l’innesto di Medel al centro della difesa ha portato i suoi frutti. Il grande lavoro di Pioli è ormai indiscutibile, i passi avanti abissali, avvicinano sempre di più l’Inter alle squadre che le stanno ancora davanti in classifica.

4. Kondogbia. Il centrocampo dell’Inter ha tante scelte, e può dirsi completo l’arrivo di Gagliardini (sempre diligente, e a segno anche ieri), ma è giusto che rivalutare il buon Kondogbia. Il francese è arrivato con aspettative insostenibili, figlie di un mercato impazzito e di molte incomprensioni, ma da un bel po’ di tempo sta offrendo garanzie di solidità e continuità (diciamo da Inter – Lazio 3-0 di fine 2016). Anche noi in passato, non troppo tempo fa, siamo stati poco carini con lui, ma è doveroso riconoscergli il grande impegno e la voglia di migliorare. In queste condizioni non è un bidone, ma una risorsa.

5. Noi non molliamo. Giusto dire che la rincorsa al terzo posto è complicatissima, Roma e Napoli sono più rodate e lanciate di noi, ma abbiamo il dovere di continuare a correre. Mancano ancora dieci partite, e in teoria il nostro calendario sembra leggermente conveniente ai nostri colori (e molto ce lo giocheremo in casa contro il Napoli), ma i sei punti di distanza dalla Champions League non sono certo bruscolini.

6. La faccia di Gasperini. Ok, questa è becera, e ne convengo, ma il calcio è anche sfotto’. E ieri è impossibile che il tifoso dell’Inter non abbia sghignazzato, nemmeno per un secondo, pensando a Gasperini. Mister che il sottoscritto stima molto, ma che troppe volte, e da troppo tempo, continua a rompere le palle con il suo breve, e doloroso per tutti, trascorso all’Inter. Sono passati quasi sei anni, e tre proprietà, quindi  è giunta l’ora che il buon Gasp la smetta di sputare veleno contro di noi. Dopo tutte le tremende sconfitte inflitteci dalle squadre, che ogni volta correvano contro di noi con una marcia in più, è bello vedere una riedizione della legge del contrappasso, punirlo con una sconfitta così dolente in un anno come questo. Oltre le parole di tifo, impossibile non fare plauso all’Atalanta, squadra di grandissima prospettiva e già ora molte temibile (basta guardare gli scalpi portati a casa quest’anno), e questo rafforza ancora di più l’importanza della larga vittoria dei nostri.

7. San Siro pieno è entusiasmo ed orgoglio. Mentre l’altra sponda del naviglio assaggia l’amara realtà del giocare in inferiorità numerica a Torino, e l’ancora peggiore fumosità del futuro societario, la Milano nerazzurra (che poi è anche l’unica) riempie lo stadio anche alle 15:00 di domenica, e si conferma ancora una volta come una delle tifoserie più presenti e fedeli in tutta Europa, in assoluto. L’entusiasmo ritrovato, e gli indubbi progressi della squadra, danno fiducia alla gente interista, e rinfrancare anche i nuovi proprietari, che sembrano iniziare a divertirsi e prenderci gusto. Non vogliamo essere sfrontati, vogliamo solo dire che in futuro potrebbe esserci altre cose di cui essere felici.

 

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.

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