Il problema è la rosa, non il turnover

Hapoel Beer Sheva non sono esattamente le prime parole che ci vengono in mente quando pensiamo a un avversario da evitare, e prima dei sorteggi a molti interisti queste parole non suggerivano neanche il nome di una squadra di calcio. Ma sul campo tutto questo si annulla, e se ti appresti a mandare in campo un undici scadente (che indossa, tra l’altro, la peggior divisa della storia), allora non c’è avversario che non possa metterti in difficoltà o peggio batterti, anche se giochi in casa, anche se ti chiami Inter. Il turnover non è immorale in sé, i nerazzurri dovranno giocare 7 partite nell’arco di tre settimane, cambiare qualche elemento è fisiologico, così come pensare di mantenere la stessa formazione per tutte le partite è follia. Il problema è che è altrettanto folle aver mantenuto in rosa degli elementi che non prenderesti in considerazione neanche per la partitella con gli amici. Quindi inutile incolpare l’ultimo responsabile di tutto questo, cioè de Boer, se la rosa è assolutamente inadeguata ad affrontare tre competizioni, perché appena si finisce per cambiare qualche elemento tra i titolari, la sconfitta è dietro l’angolo. E dopo anni eccoci ancora qua a discutere di Ranocchia, con qualche inguaribile ottimista che ancora spera nella sua maturazione ogni estate, e che poi finisce per mandarlo al diavolo dopo averlo visto in campo per più di cinque minuti. Ma Ranocchia non è il solo essere inerme, anzi si potrebbe dire che è in buona compagnia, l’amico di Mancini conosciuto come Felipe Melo, svetta a centrocampo, dove non cammina neanche a pregarlo e si limita a sparacchiare la palla da ogni posizione quando è svelto, altrimenti a perderla direttamente facendo ripartire gli avversari. Medel corre e copre al posto di Melo, Brozovic sbaglia per entrambi. Palacio ci ricorda una volta di più che non può giocare per più di venti minuti (figuriamoci per l’intera partita), e il quadro è fatto. Ranocchia fa il possibile per far segnare gli israeliani sfoggiando il suo repertorio migliore: cadute fuori dall’area per lasciare campo aperto agli avversari, attaccanti smarcati nell’area piccola, non saltare in posizione di vantaggio ecc. ma gli avversari non vogliono saperne di segnare nella prima frazione. Eder avrebbe l’occasione per approfittarsi della cortesia degli ospiti, ma colpisce un palo a portiere battuto.

Nella ripresa de Boer inserisce Banega e toglie Brozovic. La prestazione del croato è oscena, ma ciò che comunque garantisce è una certa presenza atletica, cosa che l’immobilità di Melo (tenuto fino al 75′) invece non fa. L’Inter non è per niente pericolosa, tiene palla e subisce le ripartenze dell’Hapoel, e se il punteggio è rimasto a reti inviolate per quasi un’ora, è dovuto più alla modestia tecnica degli avversari.  Ma era solo questione di tempo, da uno schema da calcio di punizione, la palla viene ricevuta nella parte esterna dell’area di rigore da Maranhao che mette in mezzo per Vitor tutto solo nell’area piccola, è 0 a 1 per l’incredulità dei bookmaker, ma non di chi ha assistito allo scempio offerto dai nostri. Gli israeliani galvanizzati si rendono molto più pericolosi dei nerazzurri ormai assenti, il raddoppio è solo questione di tempo, quello necessario per procurarsi un’altra punizione, stavolta più vicina alla porta, e neanche particolarmente angolata, ma se Handanovic si limita a fissare il pallone senza intervenire, il gol arriva. L’Inter va molto più vicina a incassare il terzo che a segnare quello della bandiera, l’ingresso di Candreva non basta a destare il resto gruppo, e Icardi entra a 15 minuti dalla fine solo per concedere a Melo il consueto e meritato giro di fischi dal pubblico. L’unica nota positiva dell’incontro perso, è che la terrificante maglia indossata, ricordava più una lattina di Sprite piuttosto che la maglia dell’Inter.

La situazione del girone è abbastanza imbarazzante, soccombere in casa contro un’autentica cenerentola fatta passare per corazzata rende il tutto ancora più grave. Il Southampton ha passeggiato contro lo Sparta Praga (prossimo avversario dei nerazzurri) e un’altra sconfitta renderebbe la situazione ancora più drammatica. La rosa dell’Europa League è ancora più scarna del campionato a causa dell’assenza in lista di Joao Mario, Jovetic, Kondogbia e Gabriel Barbosa, ma ciò comunque non basta a spiegare quanto si è visto ieri. De Boer ha sbagliato quasi ogni mossa sul piano tattico, ma aver lasciato stazionare nella nostra rosa degli elementi che probabilmente non troverebbero posto in Lega Pro e che da noi sono le prime riserve (Ranocchia?), è di certo una responsabilità della società, non del tecnico appena arrivato. Il  turnover quando si giocano tanti match ravvicinati non è una scelta, mettere in campo giocatori inadeguati perché non c’è altro, pure. Si poteva fare meglio di ieri con il materiale a disposizione? Senz’altro, ma si poteva benissimo costruire un organico con maggiore criterio, e questa è una mancanza che affrontando tre competizioni potremmo pagare in modo salato.

Alessandro

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Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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