Il mercato dell’Inter e le scuse a Marotta

Ora che l’Inter ha una rosa definita, è doveroso fare alcune riflessioni, anche su Marotta. Il calciomercato di questa estate è stato complicatissimo, ma grazie ad una serie di fattori è stato fatto un ottimo lavoro.

Questo non vuol dire che l’Inter sia arrivata, ma solo che è iniziato un nuovo percorso da squadra competitiva. Le due qualificazioni consecutive in Champions League, e l’egregia gestione economica, ci hanno fatto uscire dalle grandi restrizioni del Fair Play Finanziario. La società si è trovata di fronte un bel gruzzoletto, seppur con delle limitazioni, e lo ha sfruttato con logica.

In uscita sono state fatte scelte di spogliatoio, per voltare pagina (chiaramente Icardi, Perisic e Nainggolan), altre di alleggerimento monte ingaggi (Miranda, Joao Mario), oltre alle consuete plusvalenze dei primavera.

Per quanto riguarda gli investimenti, non si può che iniziare dall’attacco. L’arrivo di Lukaku e Sanchez rendono l’attacco dell’Inter il più affascinante dell’era post triplete. A centrocampo è arrivato a fari spenti Sensi, ora già in nazionale, e Barella. L’ex Sassuolo si è imposto subito, alla faccia di chi lo riteneva poco più di una riserva, mentre l’ex cagliaritano è arrivato con grande esborso economico ma deve ancora farsi notare. Lazaro, come ho scritto in altre occasioni, non può ancora essere valutato, quindi inutile correre troppo. Anche perchè nelle prossime settimane lo vedremo di sicuro, e potremo iniziare a giudicarlo.

Godin è il nuovo leader difensivo, almeno sulla carta, e anche lui torna da un infortunio. Il ritorno di Biraghi fa sorridere i cuori di coloro che lo hanno seguito dai tempi della primavera, e chissà che non possa dire la sua. Stesso discorso per il rientrante Dimarco, ma difficile capire quanto potrà essere impiegato. Anche Bastoni al momento sembra avere un po’ le porte chiuse.

Criticità? Le fasce laterali. Inizio col dire che Candreva titolare è una scommessa enorme. Non saranno certo due partite decenti a cancellare due anni di nulla cosmico. Se Candreva parte titolare è perchè i cambi non sono all’altezza della situazione, e per una squadra che vuole puntare in alto in tutti gli obiettivi non è un bel segnale. Magari Biraghi e Lazaro si prenderanno le due fasce, e vedremo un’Inter diversa, ma al momento è difficile pensarlo. Non sono contento dei sostituti in difesa, con l’adattato D’Ambrosio e Ranocchia. Spero che la salute del pacchetto difensivo regga almeno nelle partite più difficili. In parte lo stesso discorso può essere fatto per il centrocampo un po’ corto, ma non si poteva chiedere molto di più.

Forse manca qualcosa? Questo è certo, ma non si potevano pretendere miracoli. Alla fine della fiera, e nonostante alcuni buchi, la rosa dell’Inter è più competitiva degli ultimi anni. Se molto di più o un po’ di più lo dirà il campo, ma gli investimenti della società sono sotto gli occhi di tutti, sia in termini economici che di qualità. Ad esclusione di Sanchez e Godin, uno in prestito e l’altro svincolato, gli altri acquisti sono tutti piuttosto giovani, ma pronti.

In fin dei conti, Marotta e il suo collega Ausilio forse meriterebbero delle scuse. Già, perchè molti tifosi dell’Inter hanno criticato duramente la società durante l’estate. Gli acquisti sono tardati ad arrivare, e l’atmosfera generale era di scarsa fiducia. Ed in più la grana Icardi, risolta all’ultimo minuto, aumentava il senso di incertezza. Ho cercato di non sbilanciarmi mai, escluso la gestione del caso Icardi che ho criticato aspramente (e tutt’ora la considero più fortunata che intelligente), ma anche io mi sono in parte ricreduto. Non sono mai stato troppo tenero con Marotta dal giorno del suo arrivo, e chi ci legge lo ricorderà, ma se l’Inter è tornata competitiva è anche grazie alle scelte avventate ma coraggiose.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.