Il derby di Icardi e dei sassolini

L’Inter batte il Milan 3-2, grazie a una tripletta di Icardi, e ci regala un derby che rircoderemo a lungo. I nerazzurri sotterrano in classifica il Milan, e possono togliersi molti sassolini dalle scarpe.

Prima una piccola premessa: dopo anni, il derby di Milano torna ad essere spettacolare. Questo è un merito di entrambe le squadre, di un tasso tecnico finalmente aumentato e delle molte azioni da gol. L’Inter ha giocato un primo tempo di enorme spessore, per poi zoppicare nella ripresa, dove il Milan ha mostrato più grinta. L’Inter poteva andare 2 gol avanti nel primo tempo, è vero anche che il Milan ha meritato il pareggio nella ripresa. I rossoneri hanno dato persino l’impressione di poterla vincere, soprattutto nel finale, dopo il gollonzo del 2-2. Eppure…

Eppure abbiamo vinto noi, e vaffanculo.

Dopo un’estata a sentir cazzate come “passiamo alle cose formali” e di equilibri da spostare, è ora di passare alle cose concrete. Non ci sono più amichevoli contro le seconde squadre straniere di cui vantarsi, restano solo tante ossa rotte. Una società sbruffona senza il diritto di esserlo, che dovrà fare i conti con una realtà gravosa. Vorrei tanto chiedere al simpatico Fassone e al coraggioso Mirabelli, se dodici punti in otto partite valgono 220 milioni di spesa. Una spesa che ci hanno rinfacciato tutti, ricordandoci come il Milan sarebbe stato candidato per lo scudetto e noi, se va bene, per il sesto posto, o giù di lì. Montella invece di lamentarsi del rigore solare su D’Ambrosio, pensasse a come ha disposto il Milan nel primo tempo. Forse non ci sono dieci punti tra l’Inter e il Milan, ma sicuramente ce ne sono di più tra Montella e Spalletti, ed è bene che il milanista studi di più e parli di meno. Questo derby è la giusta punizione per una spocchia che Montella & co non avevano il diritto di avere.

Il Milan si faccia un bagno d’umiltà, ma l’Inter non si deve sentire arrivata.

L’Inter non gioca benissimo, affatto, ma ha una grande compatezza ed è guidata bene. La mancanza delle coppe può farci migliorare velocemente, e trovare la quadratura prima. Già ieri ci siamo avvicinati di più, e la posizione di Borja Valero (ottima prova, secondo me) è un’ottima risposta al nostro articolo di pochi giorni fa. Vecino ha dimostrato quanto può essere importante, nonostante i fusi orari e l’essere tornato solo venerdì. Una volta che l’Inter avrà aggiustato il centrocampo, giocherà meglio e saprà essere più incisiva e pericolosa. Certo, la tonsillite di Joao Mario e la lesione muscolare di Brozovic ci tolgono varietà, ma questo passa il convento. La strada è tracciata, bisogna solo seguirla.

Icardi come Milito? Difficile a dirsi, ma di certo qualcuno se lo sognerà di notte.

Impossibile non paragonare la tripletta di Icardi a quella di Milito. Sembra un evento identico, quasi una fotocopia, sia nei gesti che nelle posizioni dei giocatori, e qualcuno lo ha fatto notare. Il collage è bello ed evocativo, e non deve sembrare una bestemmia il paragone con Milito. Icardi ha una media realizzativa impressionante, ed è l’11° marcatore di sempre della storia dell’Inter. Questo, nonostante gli zeri trofei, è indicativo di quanto abbia già partecipato alla storia nerazzurra. Sa fare bene forse solo una cosa, l’uomo d’area, e lo fa come nessun altro, e se accompagnato bene diventa letale. Il secondo gol è l’emblema dell’attaccante fuori dal comune. Recupera palla a metà campo, si accompagna a Perisic, si smarca e realizza con un girata complicatissima al volo.

Icardi è e resta un patrimonio assoluto dell’Inter e della Serie A, e i suoi detrattori hanno sempre meno argomenti. Triste che sia contestato dalla curva per alcune vicende stucchevoli, e da altri per presunti motivi tattici. La realtà è che abbiamo uno degli attaccanti più forti d’Europa, e dovremmo esserne felici. Teniamoci Icardi, godiamoci questo derby e i dieci punti di vantaggio sul Milan e i tre sulla Juventus. Sappiamo che durerà poco, e che sabato a Napoli sarà durissimo mantenere l’imbattilità. Del resto, gli unici imbattuti siamo noi e i partenopei. Giochiamo per arrivare tra le prima quattro, e dare fastidio a tutti, e come inizio non c’è male.

Mikhail

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Mikhail
Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.