Grazie a tutti!

L’Inter esce di scena ai gironi a causa della sconfitta esterna contro l’Hapoel Beer Sheva, squadra detentrice del campionato israeliano, arrivando aritmeticamente ultima con una giornata d’anticipo. I nerazzurri si erano portati in vantaggio di ben due reti, ma poi hanno sfoderato il repertorio migliore nella ripresa, ovvero rinunciare a giocare, restare raccolti nella propria trequarti, e subire tre gol in mezz’ora da una squadra che le uniche cinque reti della competizioni le ha fatte proprio contro di noi. Considerando anche come abbia giocato la squadra nell’unica partita vinta, non è esagerato dire che i tre punti conquistati in cinque partite, siano comunque più di quanto meritato. Questo traguardo non sarebbe stato possibile senza l’impegno di tutti, un gruppo eccezionale capace di qualsivoglia impresa umana e sportiva, siamo fortunati a tifare per una rosa che annota giocatori dalla simile classe e dall’indubbia umiltà, e Pioli deve essere solo onorato di poterla allenare. Grazie a tutti i nostri meravigliosi giocatori, scelti con cura da una dirigenza che non potremo mai definire a parole per la sua sconfinata lungimiranza e competenza. È vero che quello di ieri è un risultato raggiunto grazie al notevole lavoro di squadra, ma ci sono elementi che meritano una menzione particolare:

Handanovic – Le sue continue perdite di tempo mandano in estasi i tifosi, ancora di più dei suoi rilanci calcolati al centimetro o delle sue fantasiose uscite alte. Per anni siamo stati abituati a portieri grigi e noiosi come Zenga, Pagliuca, Peruzzi, Julio Cesar e Toldo, lo sloveno è di certo un gradito passo avanti a confronto. Beccarsi un’ammonizione al 40′ non gli rende giustizia, aveva cominciato a rallentare la ripresa del gioco molto prima! Del resto, è da questi cartellini gialli spesi con astuzia che si capisce lo spessore di un simile fuoriclasse. Sfortunato in occasione dell’espulsione, non era a conoscenza della regola che con la somma di ammonizioni scattasse il cartellino rosso. Merita di giocare la Champions, e non c’è dubbio che riuscirà anche a vincerla.

Murillo – Arrivare costantemente in ritardo su ogni pallone, lasciare colpire l’avversario in ogni circostanza, non è mai semplice. Il colombiano conferma il suo momento di forma irripetibile, Pioli non può fare a meno di lui, anche perché altrimenti adesso dovrebbe ricorrere a Ranocchia, o scongelare Andreolli.

Felipe Melo – Giocatore prodigioso, averlo strappato al Galatasaray è il più bel regalo che potesse farci Mancini. È il faro del centrocampo nerazzurro, e nonostante le sue trentatré primavere, si muove ancora come un ragazzino. Non è azzardato dire che il centrocampo nerazzurro è sistemato per i prossimi quarant’anni.

Banega – Continua a domandarsi dove sia finito, e noi ci chiediamo la stessa cosa di lui. La sua presenza atletica sul campo non è molto diversa da quella di un impiegato dell’INAIL con trent’anni di anzianità, come se non bastasse è un corpo estraneo alla manovra. Del giocatore ammirato a Siviglia non v’è traccia.

Ausilio – Non ha mai indovinato una campagna acquisti in vita sua, a quanto sembra non incide neanche più sul mercato attuale, eppure rimane saldamente al suo posto. È evidente che il nostro DS deve possedere della abilità che neanche riusciamo a immaginare, per aver conservato il suo incarico così a lungo ed essere anzi in odor di rinnovo. Comunque, non è mai colpa sua, anche se la rosa, che lui stesso dovrebbe costruire, non è all’altezza da anni degli obiettivi. Praticamente fa il lavoro più bello del mondo, e di questo ne è consapevole.

Proprietà – Litiga con Mancini, fa pace, litiga di nuovo, ordisce un mercato senza senso, esonera Mancini, chiama de Boer, gli garantisce la fiducia, l’esonera tre giorni dopo, chiama Pioli, e intanto la stagione va a meretrici. Idee chiare prima di tutto.

Si potrebbe continuare, la lista è bella lunga del resto, ma se siamo riusciti a raggiungere uno dei punti più bassi della nostra storia europea, è senz’ombra di dubbio grazie al carisma e alla forza di un gruppo capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Adesso sotto con il campionato, c’è da conquistare l’ottava posizione per scongiurare i preliminari di Coppa Italia, per poter poi pianificare un’altra grande stagione.

Alessandro

L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.
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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

1 Comment on "Grazie a tutti!"

  1. Francesco vadala | Novembre 25, 2016 at 8:54 pm | Rispondi

    Corrosivo d efficace

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