Gironi EL: è andata abbastanza bene

Quando si parla di sorteggi e papabili avversari, i tifosi si dividono, perlopiù, in due macro-categorie:

Tifoso A: Colui che teme qualsiasi squadra dal nome esotico, anzi a maggior ragione se esotico, per le trasferte lunghe, il nome impronunciabile e perché in squadra ha 2-3 talenti che li rendono ostacoli insormontabili, o quasi. Per questo tifoso non importa se l’avversario è sammarinese o tedesco, qualsiasi squadra capace di schierare 11 giocatori non va presa sottogamba.

Tifoso B:
Colui che non curandosi dell’avversario si limita a ripetere a nastro: “Ma noi siamo l’Inter *imprecazione*, se dobbiamo avere paura di quattro scappati di casa è meglio non giocare proprio!”.  Per questo tifoso, non importa le difficoltà attuali che sta attraversando la squadra, il lignaggio viene prima di ogni cosa, e l’idea di temere altre avversarie (in Europa League poi!) è ridicola.

Cerchiamo di inquadrare le cose trascurando le ragioni dei due tifosi stereotipati qui sopra, e dare un’occhiata alle avversarie del girone che è capitato ai nerazzurri.

Sparta Praga: Estratto dalla seconda fascia, lo Sparta Praga si è qualificato alla fase a gironi dopo aver eliminato con una rocambolesca rimonta i danesi del Sonderjyske, col punteggio finale di 3 a 2. I cechi lo scorso anno disputarono un’ottima Europa League, riuscendo ad eliminare ai sedicesimi la sorpresa Krasnodar, e agli ottavi la Lazio, con il pesante 3 a 0 all’Olimpico. La loro corsa terminò lì, visto che ai quarti si arresero al ben più attrezzato Villareal, e in campionato sono arrivati secondi alle spalle del Viktoria Plzen. Si ritrovano al momento in testa al campionato con 10 punti dopo quattro partite, e tra gli uomini più temibili in attacco c’è David Lafata (andato in gol ieri), veterano di ormai 35 anni che dopo aver vinto il titolo da capocannoniere la scorsa stagione, è stato anche convocato per gli europei in Francia. I cechi non rappresentano un ostacolo insormontabile e non era certo la più temibile delle possibili avversarie seconda fascia, ma è bene evitare di sottovalutare l’impegno, per non ripetere le gesta dei laziali lo scorso anno.

Southampton: La più conosciuta tra le squadre nemiche del girone, sesti lo scorso anno in Premier League e reduci da 3 stagioni nella metà alta della classifica inglese. Lo scorso anno la stagione per il Southampton è stata ottima, merito anche dei grandi risultati ottenuti contro le big, e per essere arrivati a soli tre punti dal Manchester City (quarto) e dallo United (quinto).  Squadre come questa, che fanno della corsa e la condizione atletica la principale arma, potrebbero mettere in grossa difficoltà i nerazzurri, soprattutto per lo stato di forma palesato finora. In questa stagione i biancorossi hanno cambiato guida tecnica, dopo essere stati allenati per tre anni Koeman, che dopo essere passato all’Everton è stato sostituito alla guida dal francese Claude Puel. Non ci sono stati grandi stravolgimenti nella rosa per gli inglesi, le uniche partenze degne di nota sono quelle di Mané, Wanyama e Pellè.  Nelle prime due giornate i Saints hanno rimediato un punto, frutto di un pareggio interno contro il Watford, e una sconfitta contro il più quotato Manchester United. Non c’è dubbio che l’impegno con gli inglesi non vada sottovalutato: l’esperienza del Southampton in ambito internazionale non è sconfinata, ma non è il prestigio a scendere in campo.

Hapoel Be’er Sheva: Nome indubbiamente esotico, ma meno unico di quanto si possa pensare, almeno nel campionato israeliano, dove di Hapoel ce n’è in abbondanza. È meno conosciuto dell’Hapoel Tel Aviv, del Maccabi Tel Aviv, o del Maccabi Haifa o delle altre squadre israeliane che si erano affacciate nelle competizioni internazionali. L’hapoel negli ultimi anni aveva tentato di approdare in Europa League con scarso successo, venendo quasi sempre eliminata alla prima occasione nei turni preliminari da avversarie non proprio di primo piano, come ad esempio l’Rnk Spalato due anni fa o il Thun la scorsa stagione. La squadra di Be’er Sheva ha avuto modo di riscattarsi in campionato, dove lo scorso anno è arrivata in testa, staccando di tre punti il Maccabi Tel Aviv, regalandosi così il terzo titolo di Israele. Ed è migliorata anche in Europa, dove nei preliminari di Champions ha eliminato lo Sheriff Tiraspol e l’Olympiacos, vincendo entrambe le volte in casa e pareggiando a reti inviolate in trasferta. Si è poi dovuto arrendere al Celtic, dopo averci perso 5-2 a Celtic Park, non è riuscito a ribaltare il punteggio al ritorno, vincendo comunque 2 a 0. Indubbiamente una squadra che trae il massimo profitto dalle mura amiche e che, causa lunghezza del viaggio, l’Inter farà bene a non sottovalutare.

In altre parole, il sorteggio è stato abbastanza benevolo, squadre più insidiose presenti nelle urne sono state evitate, adesso spetta ai nerazzurri fare la loro parte cercando di andare più in fondo possibile. Poi si sa, il calcio regala sempre sorprese, e anche nei gironi che sembrano più chiusi a volte può uscire fuori qualcosa che non ti aspetteresti mai. Tanto per restare in tema, chi si sarebbe aspettato che nel 2008-2009 con Werder Brema, Anorthosis Famagosta e Panathinaikos, l’Inter facesse solo 8 punti qualificandosi come seconda? Il sorteggio sarà anche buono, in teoria, ma a patto che i nerazzurri non siano quelli visti in campo domenica al Bentegodi.

Alessandro

About the Author

Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

1 Comment on "Gironi EL: è andata abbastanza bene"

  1. Francesco vadala | 26 Agosto, 2016 at 6:20 pm | Rispondi

    Ottimo

Leave a comment

Your email address will not be published.


*