Galatasaray- Inter, un film già visto

E dopo la tourneè asiatica, avida di soddisfazioni, l’Inter torna in campo ad Istanbul contro il Galatasaray, per raccogliere l’ennesima sconfitta di questo pre-campionato. Mancini, al quale viene consegnato un piatto celebrativo prima del calcio d’inizio (per via del suo passato al Galatasaray), schiera Handanovic in porta, Santon e Juan Jesus (capitano) terzini e la nuova coppia centrale Miranda e Murillo, Kovacic, Guarin e Kondogbia a centrocampo ed Hernanes impiegato nella trequarti, con Palacio e Icardi uniche punte. Hamzaoglu manda in campo Muslera, Sabri, Chedjou, Balta, Telles, Selçuk Inan, Kisa, Öztekin, Sneijder, Podolski e Yilmaz. Felipe Melo, accostato all’Inter con maggiore insistenza negli ultimi giorni, si accomoda in tribuna, dando così credito alle voci che lo vedono lontano da Istanbul.

La prima palla gol è dei padroni di casa, Podolski si ritrova davanti ad Handanovic ma è bravo il portiere sloveno a negare il gol dell’ex. Capovolgimento di fronte, Icardi riceve un bel pallone dalla metàcampo e riesce a entrare in area, ma spara addosso a Muslera. Al nono minuto, un tiro dai trenta metri centrale, crea più problemi del previsto ad Handanovic che sbaglia il bloccaggio e respinge malamente in avanti, Ylmaz arriva prima del portiere sulla ribattuta e deposita il pallone in rete, ma il gol dei padroni di casa non viene convalidato perché Ylmaz controlla il pallone col braccio.  L’Inter da qua in poi  avrà il pallino del gioco fino alla metà del primo tempo, costruendo un paio di occasioni, ma l’impressione è che si faccia fatica a far male all’avversario, anche stasera. Dopo il time out a metà prima tempo, non ci sono più occasioni significative, l’Inter si affida alle iniziative di Palacio e Guarin, il Galatasaray prova a innescare Podolski, senza successo. Entrambe le squadre vanno a riposo col punteggio di 0 a 0, e per quanto fatto vedere in campo si potrebbe anche dire che si tratta del punteggio più giusto.

A inizio ripresa, Mancini sostituisce Fredy Guarin con Marcelo Brozovic. Il secondo tempo sembra iniziare con l’equilibrio che ha contraddistinto il finale del primo, ma dopo nove minuti è il Galatasaray a portarsi in vantaggio, con quella che si potrebbe definire “l’azione degli ex”, Podolski trova impreparata la retroguardia dell’Inter sulla fascia destra, e trova il modo di servire Sneijder che batte Handanovic sul suo palo. Il Galatasaray ha l’occasione di raddoppiare pochi minuti più tardi, ma il tiro a incrociare di Karacan finisce fuori. Al 18′ del secondo tempo Mancini manda in campo Montoya, Ranocchia e il nuovo acquisto Jovetic, rispettivamente al posto di Santon, Miranda e Palacio. È il nuovo entrato Ranocchia ad avere un’occasione di testa da calcio d’angolo battuto da Hernanes, ma la palla finisce di poco alta. L’attacco dell’Inter è sempre più un “vorrei ma non posso”, i nerazzurri sono troppo lenti nella manovra, e un paio di occasioni in contropiede vengono letteralmente gettate al vento, fa molta più paura il Galatasaray quando attacca con Oztekin con un bel tiro da fuori area, di poco a lato. Altro giro di cambi nel finale, Icardi, Kondogbia ed Hernanes lasciano il posto a Gnoukouri, Dimarco e Longo. All’86’ l’Inter ha l’occasione per riportarsi in parità, il guardalinee non si accorge della posizione irregolare di Montoya, ma quest’ultimo perde l’attimo per battere a rete, dal flipper che ne viene fuori, la palla finisce addosso a Muslera. È l’ultima vera occasione della partita, che terminerà così dopo quattro minuti di recupero.

Ennesima sconfitta estiva per l’Inter di Roberto Mancini, e per quanto non siano dolorose le sconfitte che precedono di settimane l’avvio del campionato, il dato dei gol (non) segnati in queste ultime amichevoli è preoccupante, la manovra offensiva è lenta e macchinosa, ma tutto ciò potrebbe essere legato ad una preparazione pesante per avere ben altro tenore atletico tra qualche settimana. Ingiudicabile la prova offerta da Jovetic, lontano dalla forma migliore, e sempre più perplessità lascia Hernanes nel ruolo di trequartista. La rosa dell’Inter è stata rafforzata dall’arrivo di più giocatori, questo è innegabile, ma questa non può ancora dirsi completa, e di certo il solo Felipe Melo non potrà bastare a Roberto Mancini.

Alessandro

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Alessandro
L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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