Forlan e il diario della sua vacanza a Milano

Estate 2011, l’era di Gian Piero Gasperini come allenatore dell’Inter è appena iniziata. Il tecnico fa delle esplicite richieste alla società: vendere Wesley Sneijder (motivazione: i trequartisti non li uso), tenere Samuel Eto’o (motivazione: gli attaccanti invece sì). Detto fatto, l’organizzazione è il segreto del successo della società, e infatti il 23 agosto, a fine sessione di mercato, Samuel Eto’o lascia l’Inter per accasarsi all’Anzhi Makhachkala, club che milita nella massima serie russa, Sneijder invece resterà a Milano, e anche molto più a lungo dello stesso Gasperini. L’Inter, a quel punto, si trova costretta a dover intervenire in breve tempo per sostituire il capocannoniere della scorsa stagione, e caso vuole che in vendita è disponibile un attaccante con un’importante esperienza internazionale, e che di recente ha vinto trofei europei e ben figurato con la propria nazionale. Diego Forlan, che approda così all’Inter il 29 agosto.

La scelta sembrerebbe valida, l’uruguaiano costa 5 milioni di euro, e completerebbe il reparto offensivo in vista della Champions League, e infatti viene subito inserito in lista. C’è un problema però. L’Inter non si accorge che Forlan ha disputato i preliminari di Champions con l’Atletico Madrid, e quindi non può giocare nessuna partita di Champions fino alla fine dei gironi, in base al nuovo regolamento UEFA. Questo ovviamente non impedisce al nuovo numero 9 di apparire in campionato in terra sicula, contro il Palermo dell’esordiente Devis Mangia. L’Inter perderà l’incontro per 4 a 3, ma il gol della bandiera sarà siglato proprio dal nuovo acquisto.

L’Inter intanto, orfana del suo nuovo attaccante in Champions, capitola in casa contro il Trabzonspor all’esordio nel girone, e la panchina di Gasperini diventa sempre più instabile. Il tecnico conferma la fiducia all’uruguayano schierandolo in campionato contro la Roma, gara dove l’inter raccoglierà addirittura un pareggio (l’unica partita che il Gasperson non riuscì a perdere), e in cui Forlan sfiorò la rete con un pregevole tiro a giro da fuori area. Gasperini ripropone Forlan contro il neopromosso Novara, in quella che per il tecnico sarà la trasferta fatale. L’inter esce sconfitta da Novara con un pesantissimo 3 a 1, Forlan invece sostituito a fine primo tempo dopo una pessima prestazione.

A Gasperini subentra in corsa Claudio Ranieri, annunciando subito di mettere da parte la difesa a tre di gasperiniana memoria (curioso come oggi tale schieramento non sia più associato a lui), e per qualche tempo i risultati arrivano. Invece Forlan si accomoderà molto spesso in infermeria, giusto un paio di mesi per conoscere meglio l’ambiente di Appiano e le persone che ci lavorano. L’Inter nonostante l’assenza del suo numero 9 riuscirà a qualificarsi agli ottavi di Champions, e ad interrompere l’avvio claudicante di inizio campionato, la società comunque non si dirà pentita del suo acquisto malgrado l’apporto scarno nei primi mesi, anzi in molti sono convinti che potrà fare un’ottima Champions col suo ingresso dagli ottavi in poi, e che sarà quindi il vero acquisto di gennaio.

Manco a dirlo, Forlan a gennaio si rompe di nuovo, poco dopo esser tornato col gruppo e aver disputato addirittura l’intero secondo tempo contro il Lecce. L’Inter comunque senza Forlan otterrà i risultati migliori, centrando addirittura sette vittorie consecutive e risalendo la classifica, l’ultimo posto utile per la qualificazione in Champions non è più un miraggio. Il Cacha tornerà in campo nell’ennesima sconfitta stagionale contro il sempre più spacciato Novara, che riuscirà a trionfare a San Siro mantenendo la porta inviolata. In seguito l’Inter perderà di nuovo con il bologna, sempre a Milano, e a quel punto la panchina del tecnico diventerà sempre più traballante. A Ranieri viene fatto capire che la doppia sfida con il Marsiglia sarà decisiva per la sua permanenza.

Nella delicata doppia sfida di Champions, che vede i nerazzurri affrontare un avversario più che alla sua portata,il tecnico romano punta tutte le sue fiches su Forlan. In Francia i padroni di casa vinceranno rocambolescamente per 1 a 0 con un gol segnato nei minuti finali, Forlan in cuor suo potrà fregiarsi di aver gettato al vento almeno un paio di occasioni. A San Siro Forlan viene nuovamente preferito a Pazzini, la partita terminerà 2 a 1 per i padroni di casa, risultato che premia la rete in trasferta da parte dei marsigliesi, e l’Inter vede così interrotto il suo cammino Europeo. Ironia vuole che i due gol nerazzurri segnati nei 180′ sono avvenuti nei 20′ in cui Forlan si era accomodato in panchina.

Forlan segna comunque la sua seconda, e ultima rete nel campionato italiano, nella sfida interna contro il Catania, dove con un tiro non proprio irresistibile riesce a beffare l’allora portiere del Catania Juan Pablo Carrizo e la partita terminerà 2 a 2, con i padroni di casa sotto di due gol, un gol e un assist dell’uruguayano ribalteranno la situazione.

La squadra di Ranieri in un modo o nell’altro si dimostra ormai incapace di vincere anche nella scelta del “campo o palla” con la monetina, e la società inizia a guardare sempre con maggiore diffidenza l’ex allenatore della Roma, e a pensare a un ulteriore sostituto per la panchina nerazzurra. Il tecnico dal canto suo ci tiene a far sapere di avere tutti i giocatori dalla propria parte, e nel post partita di Inter Atalanta, terminata anche questa in pareggio, davanti alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se era possibile che Forlan si fosse rifiutato di entrare in campo negli ultimi venti minuti per dare una mano alla squadra, tranquillizzerà tutti così: “Forlan non si è rifiutato di entrare. Gli ho chiesto: te la senti di farmi la fascia? E lui mi ha risposto: ‘no, mister. Se devo entrare preferirei entrare in un altro ruolo’. E gli ho detto: ok grazie. E’ stato onesto e leale. Dove avrebbe dovuto giocare? Sulla fascia sinistra, dove poi ha giocato Castaignos.”. L’onestà del giocatore forse può anche essere apprezzabile, il suo spirito di sacrificio un po’ meno. Sull’allenatore è meglio non infierire.

A Ranieri non resta che centrare l’ultima sconfitta contro la Juventus per 2 a 0, dove Forlan sfiorerà anche il gol di testa. La media punti di Ranieri nell’ultimo trimestre è imbarazzante, 6 sconfitte 3 pareggi e un’unica vittoria nelle ultime sue 10 partite da allenatore dell’Inter, alla società non rimane altro da fare che ringraziarlo per il lavoro svolto, invitandolo cordialmente a non farsi più vedere alla Pinetina. Il tecnico viene sostituito dal giovane Stramaccioni fresco vincitore della prima edizione del torneo Nextgen Series, competizione che veniva erroneamente definita come la “Champions delle giovanili” e che si terrà solo per un altro anno. Forlan successivamente metterà a segno due assist nelle prime due partite di Stramaccioni, partendo titolare, per poi perdere definitivamente il posto nell’ennesima prestazione angosciante contro la Fiorentina, datata 22 aprile. Quella con i viola sarà anche l’ultima partita disputata dal Cacha che poi non verrà più convocato dal giovane tecnico, e infine si infortunerà di nuovo a maggio per rifare visita al medico della società, Combi, ormai suo unico confidente.

L’Inter concluderà la stagione al sesto posto, guadagnandosi i preliminari di Europa League. Forlan al termine del campionato lascerà l’Inter, collezionando 20 gettoni in maglia nerazzurra, 2 reti, 3 assist, e dozzine di settimane in infermeria. Lo staff medico, sedotto e abbandonato, perderà così uno dei suoi clienti più affezionati. A Diego altro non rimane che lasciare il calcio europeo, gestito da gente senza scrupoli che non guarda allo spettacolo ma alla tattica e dove viene relegato lontano dalla sua amata area di rigore. Si trasferisce così in Brasile all’Internacional (dimostrando un certo affetto per il nome), dove il feeling col gol dovrebbe tornare. Ma neanche l’idillio verdeoro dura a lungo, nel 2013 cambierà di nuovo continente per sbarcare al Cerezo Osaka, percependo un ingaggio spropositato di circa 4,2 milioni di euro. I tifosi del Cerezo Osaka, probabilmente, non penseranno a Forlan come a un prezioso amuleto, visto che la prima stagione dell’uruguayano coincide anche con la retrocessione in seconda divisione dei nipponici. A giugno 2015 Diego Forlan rescinde e ancora oggi è senza squadra.

 

Alessandro

L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.
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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

2 Comments on "Forlan e il diario della sua vacanza a Milano"

  1. Chissà perché ancora oggi si ritrova senza squadra 😀

  2. Sfortunate circostanze direi.

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