Farewell 2015 -Parte 1

Come largamente pronosticato, questa estate molti calciatori lasceranno l’Inter. E’ difficile capire chi andrà via, fino al 31 agosto può accadere di tutto, ma alcuni hanno già salutato i colori nerazzurri.

Lukas Podolski
poldi

Insieme a Shaqiri e Brozovic, doveva essere il rinforzo per aiutare l’Inter a centrare il terzo posto in classifica. L’Inter è arrivata 8°, e Poldi è rimasto perlopiù un oggetto misterioso, lontano anni luce dal giocatore ammirato più volte con la maglia tedesca. Spaesato e mai incisivo sottorete, Podolski ritorna all’Arsenal, che probabilmente lo girerà altrove, senza rimpianti di nessuno. Diciassette apparizioni in campionato, spesso ridotte a pochi minuti, e una Coppa Italia contro la Samp (assist per il gol di Shaqiri), per un totale di soli 931 minuti complessivi. Unici lampi da ricordare, oltre alle discrete prove al debutto con la Juventus e in casa col Genoa, i decisivi ingressi in casa contro la Roma (splendida l’azione dell’assist per Icardi) e contro l’Udinese, con la usa unica rete in nerazzurro, con un buon tiro di prima intenzione da fuori area.

Hugo Campagnaro

Mg Milano 14/09/2013 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Hugo Campagnaro

Arrivato per portare esperienza nella prima Inter di Mazzarri, dopo un ottimo avvio di stagione si perde dietro vari infortuni, e probabili disaccordi col tecnico. La seconda stagione non è migliore della prima, nonostante un evidente impegno, specialmente quando sacrificato nel ruolo di terzino, ma i fasti di Sampdoria e Napoli restano lontani. A 35 anni appena fatti, si svincola dall’Inter dopo 39 presenze complessive, con nessuna rete all’attivo. Nell’ultima stagione solo 16 apparizioni tra campionato e Europa League, per un totale di 1132 minuti.

Joel Obi

Canterano nerazzurro di belle speranze, il buon Obi è rimasto schiacciato dai troppi infortuni, che ne hanno impedito la crescita che ci si aspettava. Alla fine resta più il ricordo del periodo di Benitez, dove giovanissimo si imponeva in una squadra ricca di infortuni, piuttosto che dell’Obi adulto, ancora in cerca di idendità. Nella stagione 17 presenze e una rete, in 714 minuti giocati. Per il sottoscritto rappresenta un rimpianto. Joel Obi chiude la carriera in nerazzurro con 71 presenze (la maggior parte frammenti di gara) e 3 reti. Resterà nel cuore dei tifosi nerazzurri per il gol segnato nel derby del ritorno del Mancio in panchina.

Zdravko Kuzmanovic


Arrivato l’ultimo giorno del mercato di gennaio del 2013, il Kuz non ha mai convinto. Inadatto a fare il regista basso, e troppo lento per fare la mezzala, Kuzmanovic si è ritrovato a fare perlopiù il mediano nelle situazioni di infermeria piena. Il suo miglior periodo è stato probabilmente nell’ultima parte dell’epoca Mazzarri, in pieno naufragio calcistico, e forse per questo è difficile ricordarselo. Escludendo il simpatico atteggiamento fuori dal campo, ci si ricorderà di lui solo per le goffe movenze e per il ruolo di interprete per Kovacic, Vidic e Brozovic. Chiude la sua carriera in nerazzurro con 55 presenze, in questa stagione 25 per 1482 minuti giocati, e una sola rete segnata, quest’anno in Europa League, nella vittoria interna contro il Dnipro.

Jonathan

Jonathan è stato uno dei personaggi più emblematici e indecifrabili dell’Inter post triplete. Arrivato nell’estate 2011, è passato da essere considerato il peggiore in rosa a mascotte, fino a diventare persino giocatore concreto e importante, prima di tornare di nuovo nell’oblio. Durante la gestione Gasperini non trova spazio, e a gennaio viene prestato al Parma, dove si riscatta con 12 presenze e una rete. L’anno dopo, durante la gestione Stramaccioni, le sue apparizioni sono praticamente tutte da incubo. A partire dallo stupido fallo in Europa League contro il Rubin Kazan a inizio stagione, che costa a Johnny un lunghissimo esilio dal campo, fino alle ripetute cadute improbabili contro la Sampdoria e il Bologna in coppa Italia, l’incredibile errore sottoporta a Udine, chiudendo la stagione con il memorabile gol in semifinale di Coppa Italia contro la Roma. Mazzarri lo reinventa e lo galvanizza, il 3-5-2 lo esalta e il suo rendimento migliora al punto tale che la Federazione italiana riflette addirittura sulla possibilità di convocarlo come oriundo per Brasile 2014, ma i tempi sono troppo stretti e non se ne farà nulla. Dopo un incoraggiante ritiro a Pinzolo, l’esterno brasiliano si infortuna e questo infortunio diventerà cronico. Nell’ultima stagione una sola apparizione ufficiale, e un breve spezzone in amichevole con il PSG il 30 dicembre 2014. Tra campionato e coppe, Jonathan lascia l’Inter con 66 presenze e 5 reti.

Mikhail

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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