Gli errori di Icardi nel derby, a mente fredda

Inutile girarci attorno: è molto difficile smaltire la rabbia per gli errori di Icardi nel derby. Dopo essere stato protagonista all’andata con una tripletta, il capitano fallisce un derby per la seconda volta (la prima quella del rigore sul palo), stavolta con errori davvero elementari. Per l’Inter lo 0-0 è un risultato positivo, specialmente considerando il nostro stato di forma il 4 marzo scorso, ma il bicchiere mezzo pieno non basta a calmarmi. A dire il vero, con il passare delle ore l’incazzatura è salita, in modo leggero ma inesorabile.

Se abbiamo sempre fatto un complimento a Mauro Icardi, è sempre stato quello di farsi notare nelle partite più difficili. Quelle dove i fuoriclasse, o comunque i giocatori di maggior prestigio, fanno la differenza. Si è vero, un gol lo ha messo dentro, ma è stato annullato per fuorigioco di pochissimi centrimetri. Pochissimi centimetri, è vero, ma intanto era fuorigioco quindi giusto così.

Non basta certo una partita a crocifiggere Icardi, che anche quest’anno sta facendo la differenza, ma viene da chiedersi se a volte non si esageri troppo nel celebrare i suoi risultati. Specialmente considerando che i suoi gol, per quanto tanti, ad oggi non hanno contribuito ad alzare alcun trofeo. E anzi, dopo sette stagioni all’asciutto il tifoso interista si infiamma e si incazza con una facilità sempre maggiore. D’altro canto, è anche vero che vista la rosa attuale, oltre ad Icardi sono davvero pochi i giocatori di valore da coccolare, nella speranza che restino per creare qualcosa di importante.

Per quanto possa averlo mandato anche io a fanculo durante il derby, chiedere la testa di Icardi per una singola partita, qualsiasi sia, non ha nessun senso. E dispiace dirlo, ma quella minoranza che lo contesta e lo denigra, farebbe meglio a cambiare squadra. Icardi è e resta un valore, un patrimonio per l’Inter, e non può essere trattato come un problema.

Sbollendo la rabbia, cosa resta di questo derby? Un’Inter in forte crescita, in grado di prendere il controllo per tutta la partita, concedendo solo sparuti contropiedi e qualche calcio franco. Persino Gattuso ha ammesso la superiorità dei nerazzurri. Una squadra che finalmente gioca la palla a terra, con ripartenze veloci e improvvise accellerazioni. Una squadra che sta facendo finalmente emergere il valore di Brozovic, ieri migliore in campo in assoluto, e ormai perno indispensabile di questa formazione (come mi auspicavo in tempi non sospetti). Una squdra che non prende gol da sei partite, che sembra aver ritrovato la bussola, e soprattutto la forma fisica.

Cosa continua a non piacermi? Quello che non piaceva nemmeno prima: la mancanza di alternative in panchina. All’Inter mancano giocatori di estro in grado di entrare dalla panchina e spaccare la partita. Eder è in uno stato di forma a dir poco vergognoso, e Borja Valero spaesato, non sono cambi in grado di aggiustare in derby. Non mi è chiaro perchè Spalletti non abbia azzardato Karamoh, lasciando inutilizzato il terzo cambio. Un paradosso, visto che proprio nel finale il Milan poteva accusarne la velocità. Già abbiamo poche carte, se poi ci intestardiamo a non usarle si fa durissima.

La cosa importante è che, stavolta, siamo ad aprile senza che la stagione sia già finita: per la volata Champions ci siamo davvero.

Mikhail

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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