È giusto essere spaventati dal precampionato?

Questo ennesimo anno zero, che fino a luglio viveva di aspettative importanti, sta iniziando a preoccupare società e tifosi. È giusto essere spaventati dal precampionato? Difficile a dirsi, perchè se è vero che si è corso poco e male, che si è segnato poco e tutto il resto, è altrettanto vero che andare a mille a luglio e ad agosto non è molto incoraggiante, dal punto di vista atletico, in vista di una stagione che finisce a maggio.

E’ agosto, tutto va preso con le pinze. Dalle valutazioni lascerò fuori il mercato, perchè credo sia giusto solo parlarne a cose chiuse, e cioè dal 1° settembre. Ma è anche vero che domani inizia la Serie A, e quindi è normale ci sia fermento.

Partiamo prima dalle cose positive riscontrate fino ad ora:

1) Il tallone d’Achille della seconda gestione Mancini, era sempre stata la scellerata fase difensiva. Secondo chi scrive, il problema più grosso dell’Inter dello scorso anno in assoluto. Gran parte del compito è del centrocampo e del suo filtro, e ok, ma tutti ricordiamo partite intere (specialmente nell’ultima parte di campionato) dove gli avversari scendevano 3-4 volte a partita, e segnavano sempre. Esisteva un (doppio) problema individuale, che il nostro redattore Willard sinteticamente chiamava il Tragico Duo, riferendosi a Ranocchia e Jesus. L’innesto di Miranda e Murillo ha portato miglioramenti evidenti da subito, anche quando i due avevano pochi allenamenti assieme. Maggior solidità difensiva, sia palla a terra che sulle palle alte, con conseguente maggior sicurezza a tutti i reparti. Un toccasana per le mie coronarie.

2) Personalità, agonismo, maturità, piedi buoni e grande duttilità. No, non sto parlando di Kovacic, ma del giovane Gnoukouri che, al netto di ogni mia scherzosa provocazione, dimostra già di avere tutto quello che si cercava da anni nel croato. L’Inter ha trovato un altro giovane di livello assoluto, il più pronto della fucina di talenti della scorsa primavera. Il migliore in campo in ogni amichevole estiva, e c’è da scommettere che in poco tempo possa diventare titolare sempre più spesso.

Passiamo ora invece alle cose negative:

1) Il disordine tattico regna sovrano, almeno apparentemente. Troppi moduli cambiati, non si capisce davvero cosa abbia in mente il mister, e non credo sia pretattica. Dopo molti esperimenti, sembra si stia pian piano trovando una dimensione, e per il debutto in Serie A di domani sera si va verso un 4-3-1-2, come annunciato a luglio, ma che si è visto poco in estate. Spiazza un pò che Mancini non sembri sicuro di come giocare, ma l’attenuante della squadra incompleta è abbastanza forte (anche venisse finita il 1° settembre, il mister l’avrebbe voluta pronta per il ritiro). Questa confusione ha fatto giocare la squadra in modo discontinuo, e tutt’ora l’Inter sembra faticare a trovare una vera identità di gioco.

2) Si segna molto poco. Nonostante l’impiego di moduli anche offensivi, si tira poco e si segna meno. Icardi esce troppo fuori dall’area per giocare il pallone, i centrocampisti si inseriscono di rado e Jovetic ancora deve ambientarsi. Ne emerge un quadro poco rassicurante di tutta la fase di creazione e conclusione del gioco. Escluso il lunatico Guarin (quasi sempre infortunato nel precampionato), lo scostante Brozovic e l’evanescente e urticante Hernanes, gli altri centrocampisti in rosa hanno nelle loro corde più il recupero e la difesa della palla, che la transizione offensiva.

3) Siamo sulle gambe. Questo in realtà potrebbe essere letto come un bene, visto che correre ad agosto, come ho scritto prima, potrebbe portare a cali fisici più avanti. Il vero problema è che la mancata brillantezza atletica, fa sorgere dubbi sulla percezione degli schemi di gioco, specialmente quelli senza palla. Mi piace pensare sia solo una questione di carico, del resto lo ha detto lo stesso Mancini che per trovare la condizione ci vorrà ancora del tempo (4-5 partite), ma a volte il sospetto possano esserci problemi con gli schermi, affiora e mi inquieta.

Lo diciamo tutti, è stato un precampionato abbastanza deludente. Mancini ha girato troppo spesso le carte, quindi è ancora difficile capire quale sia il valore reale dell’Inter, e a che punto la sua visione di squadra sia completa. La rosa non ancora ultimata non è di aiuto, ma i nuovi arrivati (escluso il misterioso Montoya) hanno avuto già modo di farsi apprezzare. Il sottoscritto crede che, in termini individuali (al netto di acquisti e cessioni), l’Inter sia più forte dell’anno scorso, ma che senza i ritocchi finali sul mercato non si possa mirare ad obiettivi ambiziosi. Quando, si presume a mercato chiuso, le nubi tattiche e di modulo si diraderanno, si potranno capire molte cose. Per rispondere alla domanda iniziale, non credo sia giusto essere spaventati dal precampionato: è vero che siamo un pò indietro rispetto alla tabella di marcia, ma si tratta un ritardo ancora colmabile.

Buon campionato, e Forza Inter!

 

 

 

 

 

 

Mikhail

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Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.

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