Diego Milito, un grazie al Principe diventato Re nella notte di Madrid

Madrid, stadio Santiago Bernabeu, 22 maggio 2010, finale di Champions League. È il 69′ minuto e l’Inter di Josè Mourinho sta conducendo per 1 a 0 contro il Bayern Monaco di Luis Van Gaal. Samuel mura letteralmente un pallone vagante calciato da Olic diretto inevitabilmente verso la porta di Julio Cesar dimostrando di meritare il soprannome The Wall. Sneijder recupera il pallone dopo un goffo tentativo di Badstuber di respingere nuovamente la palla verso l’area interista, la passa ad Eto’o, che dopo soli due tocchi scarica verso Diego Milito, che riceve sulla sinistra poco al di là della metà campo. L’argentino numero 22 stoppa di esterno. Nel primo tempo ha siglato il gol che ha aperto la strada alla conquista della terza Champions League della storia nerazzurra e il sapore di quel gol e di quella esultanza sono probabilmente ancora intensi. Ma si sa, un vero attaccante ha sempre fame di gol ed entrare nella storia interista con una doppietta in una finale europea è qualcosa da veri fuoriclasse, privilegio per pochi. Da quello stop a quella doppietta ci sono due ostacoli da superare: Van Buyten e il portiere Butt. Il Principe tocca la palla tre volte di esterno puntando l’area e la porta avversarie, Van Buyten indietreggia temporeggiando e aspettando un aiuto in difesa che non arriverà: Diego sposta la sfera di esterno destro al limite dell’area lasciando intendere di volersi liberare subito al tiro. Van Buyten sposta il corpo verso sinistra per coprire la visuale e il tiro all’attaccante nerazzurro che in un millesimo di secondo si è però già portato la palla all’interno. Il difensore del Bayern rimane sulle gambe, Milito dà un ultimo delicatissimo tocco di esterno per prepararsi il tiro, facendo venire l’acquolina in bocca e il cuore in gola a tutto il tifo interista. Butt esce alla disperata allargando le braccia a più non posso per coprire lo specchio ma il Principe ha già preso la mira: un colpo forte di interno a giro da dentro l’area e i tifosi interisti situati dietro la porta del Bayern stanno esultando. Eto’o era lì, libero ad aspettare un  passaggio di Diego per buttarla dentro a porta vuota. Ma era scritto che la firma di quel gol fosse solo sua, unicamente del Principe: stop a metà campo, avversario puntato palla al piede, dribbling ubriacante, tiro e gol. Sette secondi in tutto. 

“Il Principe diventa Re, nella notte di Madrid”. Un Massimo Marianella in visibilio trova le parole perfette per descrivere l’apice di Diego Alberto Milito con la maglia dell’Inter, raggiunto in quella finale di Champions ancora negli occhi di ogni tifoso interista.

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Sono passati ormai esattamente sei anni da quella notte e da quella doppietta, e dopo sei anni Diego ha deciso di concludere la sua avventura con il calcio giocato, scendendo in campo l’ultima volta – proprio poche ora fa – con la maglia del Racing Club de Avellanedasquadra che lo ha lanciato nel calcio professionistico. Vittoria per due a zero contro il Temperley con tanto di gol dal dischetto per sbloccare la partita per il numero 22 argentino, diventato tra l’altro padre per la terza volta nella mattinata di ieri. I tifosi del Racing lo hanno salutato calorosamente fra cori, striscioni e una targa celebrativa. Una festa alla quale era presente fisicamente Mourinho – l’allenatore del Triplete che proprio su Diego ed Eto’o ha costruito l’Inter vincente post Ibra – e con il cuore tutto il popolo nerazzurro. E guardate cos’è successo al “Cilindro”, lo stadio del Racing, al minuto 22’…

La storia di Diego è una cornice di gol: 252 in 606 presenze ufficiali con Racing, Genoa, Real Saragozza e Inter, più 4 reti in 25 presenze con la Nazionale argentina. Ognuno di questi 256 gol rappresenta Diego Milito e ognuno dei 75 messi a segno in 171 presenze con l’Inter sono un ricordo, un’esultanza, un’emozione. Ognuno di essi meriterebbe un racconto speciale perché ci hanno regalato un Triplete da sogno e una delle pagine più belle della nostra storia.

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Di Diego Alberto Milito si potrebbe parlare all’infinito. Un giocatore che ha segnato in Serie B con il Genoa e in provincia in Spagna con il Real Saragozza, che ha raggiunto la consacrazione calcistica a 30 anni e che ha sempre lavorato sodo per conquistarsi ogni pallone in campo non risparmiandosi mai, anche a costo di infortunarsi seriamente (vedi infortunio al ginocchio nel febbraio 2013 in Europa League contro il Cluj). L’uomo dai 30 gol nella stagione del Triplete, con tanto di firma in tutte e tre le finali: 1 a 0 alla Roma in Coppa Italia e 1 a 0 nell’ultima di campionato a Siena, oltre a quella indimenticabile doppietta a Madrid. Sempre lui, pronto a insaccarla con quel destro chirurgico. Gol che ci hanno fatto esultare, piangere e gioire e per i quali non resta che dire grazie. Da tifosi di calcio ma soprattutto da interisti. Esultanze, ricordi ed emozioni racchiuse in quella doppietta messa a segno quel 22 maggio di sei anni fa al Bernabeu e in quelle lacrime versate da Diego mentre correva ad esultare sotto i suoi tifosi. Sono passati sei anni eppure i brividi sulla schiena ogni volta che si riguardano quei due gol sono sempre gli stessi. Diego lascia il calcio e non potevamo che salutarlo e ringraziarlo oggi, anniversario di quel Triplete che tanto ci rappresenta. Anniversario di una doppietta e di mille emozioni a tinte nerazzurre che hanno fatto diventare il Principe un vero Re.

Grazie per ogni singolo brivido Principe. Anzi, Re Diego.

 

 

giulma

Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.
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Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.

1 Comment on "Diego Milito, un grazie al Principe diventato Re nella notte di Madrid"

  1. francesco vadala | Maggio 24, 2016 at 2:30 am | Rispondi

    Veramente bello

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