Dai che quest’anno è andata meglio, o forse no

E anche per quest’anno è andata, e si può dire anche meglio del solito. Già, per la precisione meglio di tutte le stagioni dopo il 2010-2011, in cui arrivammo secondi. Lo ricorda bene questo tweet di F.C. InterData:

Eppure, non si sa bene perchè, i tifosi sembrano scontenti. Niente da fare, i soliti interisti incontentabili. Il migliore piazzamento da ben cinque stagioni a questa parte, eppure c’è un’aria di smarrimento forse maggiore degli altri anni, quindi qualcosa non quadra. Le parole nel post partita di Handanovic (volontà di giocare la Champions, arcinota) e Jovetic (sul suo scarso utilizzo, giudicate fuori luogo dalla società), suonano come bordate per le orecchie dei poveri supporter nerazzurri, nonostante Mancini nella conferenza pre-gara avesse cercato di chiudere alle cessioni eccellenti. E anche in campo ci si accorge senza troppa fatica che non tutto funziona a dovere.

L’Inter è in vacanza, in realtà lo è da qualche settimana, e il secondo tempo disastroso della sfida con l’Empoli lo dimostra ampiamente. Una sequela di errori di ogni tipo, anche in situazioni senza pressione alcuna (e bisogna dirlo, l’Empoli è stato decisamente arrendevole), hanno fatto riemergere l’Inter svogliata e indolente delle ultime settimane. Per certi versi, Brozovic è quello che meglio di tutti incarna questo atteggiamento. Ma poi ci si è messi di collettivo, dagli errori da amatori di Felipe Melo e Juan Jesus, alla voglia di strafare di Kondogbia, al pressapochismo di Eder e all’inutile e lento gioco di fino di Jovetic. Poi ci sono quelli limitati ma che si sbattono, i cui errori si sopportano meglio di altri, come D’Ambrosio e Nagatomo, e quelli che hanno sempre tirato la carretta come Miranda, Icardi e Perisic (che però nella ripresa è risultato assai appannato). La testa è altrove, e non all’Europa League, dove quantomeno entreremo dalla porta principale, e quindi senza preliminari, e forse non è nemmeno alle vacanze, ma magari alla mancata Champions League.

Già, perchè le parole di Handanovic sembrano una vera e propria resa, quasi come se fossimo destinati a non giocarci mai più, e il generale malcontento comincia a farsi strada. Le parole di Jovetic sulle scelte del mister, dette comunque nel momento in cui non dobbiamo più giocarci nulla, sottolineano un malessere che non è solo di spogliatoio, ma anche della maggioranza dei tifosi. Non si può sempre vivere solo di proclami, come sottolineato dal nostro Willard settimana scorsa, e ai tifosi le parole del mister, come quelle di ieri, suonano sempre più come scuse, come l’incapacità di non riconoscere i propri errori. È normale che la delegittimazione da parte del gruppo sia ormai dietro l’angolo, e in particolare quanto detto dal montenegrino (condivisibile o meno) porterà evidenti squilibri, forse anche societari.

È però difficile pensare che Thohir prescinda da Mancini, più facile rinunciare ai giocatori, alcuni dei quali con le valigie in mano da mesi (i non riscattati Telles e Ljajic su tutti). Resta che il quarto posto, per una squadra da un anno fuori dall’Europa e con stagioni deliranti alle spalle, non è di per sè il male assoluto, è però una grossa delusione. Una batosta figlia dei troppi mesi di vertice buttati letteralmente nella spazzatura, di investimenti ingenti e di aspettative forse irrealistiche. E il rammarico non può che essere il sentimento dominante, ed è inutile sforzarci di negarlo a noi stessi e, peggio ancora, è inutile che la società voglia farci credere, con tweet consolatori di fine stagione, di aver raggiunto l’obiettivo.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.

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