Cosa positive e negative della prima vittoria dell’Inter

Inter – Fiorentina 4-3 non è stata solo una delle prime giornate più emozionanti degli ultimi anni, ma è anche una partita che fotografa benissimo i pregi e difetti dell’attuale Inter di Antonio Conte.

Chi legge ProgettoInter.com sa bene che non siamo mai stati troppo teneri con Conte allenatore, ma quando ha avuto meriti lo abbiamo sempre riconosciuto. Questa volta vorrei partire dai pro che la squadra ha messo in evidenza.

Le cose positive

Sicuramente all’Inter non manca la cattiveria agonistica. In svantaggio per ben due volte, e autrice di due rimonte, ha dato l’impressione di non essere mai davvero fuori dalla partita, anche nei momenti di maggiore difficoltà. E l’aspetto mentale è uno dei punti di forza del gruppo, senz’altro merito di Conte.

Il gioco sulle fasce, prerogativa quasi obbligata per lo stile di gioco di Conte, è migliorato grazie alla freschezza di Hakimi, che è entrato nella ripresa e ha dato l’impressione di poter spaccare il mondo. La sua facilità di corsa e di inserimento saranno una delle armi di questa Inter.

Alexis Sanchez è un giocatore di classe enorme, si è prestato a fare il trequartista e grazie ai due assist di fine gara è risultato decisivo. Se sarà integro fisicamente sarà il vero jolly d’attacco. Sensi è entrato nel finale, come Hakimi e Sanchez, ed è sembrato il Sensi dei giorni migliori. Il duo di bad boy Vidal-Nainggolan ha avuto poche occasioni di mettersi in mostra, ma a livello muscolare dà una forte impressione, e dimostra come il belga può tranquillamente essere utilissimo, anche solo come panchinaro di lusso.

Lukaku e Lautaro hanno fatto la differenza. A dire il vero l’argentino era partito così così, sprecando un’occasione enorme (nella quale è stato fischiato un rigore, annullato dal VAR) e si era intestardito in qualche azione personale di troppo. Dopo il bel gol di fine frazione è tornato rinfrancato, e ha giocato un secondo tempo di spessore. Lukaku invece era partito benissimo, con il solito lavoro di centroboa, ma ci ha fatto arrabbiare con due errori sottoporta gravi. Si fa perdonare mettendo dentro il gol del pareggio. La partita di entrambi è comunque nettamente positiva.

Le cose negative

L’Inter ha dimostrato una preoccupante mancanza di equilibrio per larga parte della partita. La scelta di ignorare Skriniar, e partire con due terzini adattati a difensori centrali di difesa, ha dell’incomprensibile. Che si stia aspettando un’offerta per Skriniar non rende accettabile che un tesserato non possa essere utilizzato dal club che lo paga. Soprattutto se si è regalato Godin al Cagliari, quasi a dire che di difensori centrali ne abbiamo troppi. Cosa non vera, se si punta ad usare solo questo sistema, e Conte non lascia speranze di giocare a 4. D’Ambrosio, e soprattutto Kolarov, hanno sofferto tantissimo per tutta la partita. Se il Danilone nazionale si è riscattato con il gol della vittoria, il serbo è stato insalvabile.

Avere tre difensori centrali ti fa perdere un uomo a centrocampo, quindi giocare a tre dietro vuol dire che l’equilibrio in mezzo al campo è precario. Se poi ci si mette che Brozovic non è un vero incontrista, e che Eriksen non ha mai fatto un tackle in vita sua, non è difficile spiegare la loro brutta partita.

Questo ha portato l’Inter ad incassare contropiedi come se piovesse. Solo la scarsa cattiveria dei giocatori della Fiorentina non ci ha messo in guai peggiori. Ed il copione è andato avanti finché, nell’ultima parte della partita, l’Inter ha finalmente adottato un sistema di gioco vicino al 4-3-1-2, con Sanchez trequartista e Hakimi terzino.

Non voglio sempre difendere Eriksen, anche ieri timido, ma quando è nelle condizioni di fare gioco dimostra le sue qualità. Più di una volta ha messo in porta i compagni, ma in fase di non possesso è un giocatore inutile, finché non ha un centrocampista a coprirlo. L’ingresso di Vidal e Nainggolan ha messo nelle condizioni Sanchez e Sensi di costruire più gioco, e tra l’altro la squadra ne ha giocavo in equilibrio.

Nel complesso il grande carattere del collettivo è la miglior notizia della partita, insieme alle impressionanti possibilità di cambiarla in corso (soprattutto grazie ai 5 cambi a disposizione).

Speriamo di vedere una squadra più organizzata già con il Benevento, e soprattutto domenica prossima con la Lazio.

Mikhail
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Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.