Conte è l’uomo giusto per l’Inter?

L’Inter termina una stagione deludente, con tante contestazioni, figlia di un ambiente anarchico e ingovernabile, in società si chiede l’arrivo di un uomo forte, malgrado il passato controverso da avversario, che possa risollevare le sorti del club. Carta bianca a quest’ultimo che si è anche lasciato alle spalle la Juventus dimettendosi in malo modo. Il suo nome è Marcello Lippi. È il 1999, esattamente 20 anni fa.

Ora come allora – I paragoni sono scorciatoie per il cervello, e possono essere usati per pensare meno di quanto si dovrebbe. Da allora le cose sono cambiate, l’Inter non è più di Moratti e inoltre il calcio stesso è parecchio diverso. Vent’anni fa i paletti del FPF sarebbero stati fantascienza. Eppure è difficile non scorgere le somiglianze con quanto accadde all’epoca, dovuto anche ad una rassegnazione più o meno generale del tifo nerazzurro, convinto che se si voleva tornare a vincere in Italia si doveva prendere spunto da chi nello stivale vinceva a raffica. In altre parole, ciò che funzionava nell’ambiente X, doveva funzionare nell’ambiente Y. Ma è davvero così?

Non ci sono cavalli – Chi scrive non crede nell’esistenza dei cavalli di troia. Sono convinto che Lippi venne qui con le migliori intenzioni, e fallì sotto ogni punto di vista, malgrado disponesse di una squadra più che valida. Così come ho più di qualche perplessità sui primi mesi in nerazzurro di Marotta, dal modo in cui ha gestito l’affare Perisic, fino alla telenovela Icardi, con vette di trash mai viste culminate con la telefonata in diretta a Tiki-Taka, che di fatto non servì a nulla. Eppure, sono convinto che Marotta voglia davvero il bene dell’Inter. O meglio, vuole dimostrare che è stata la Juve ad aver bisogno di lui e non il contrario, e per farlo non deve fare nient’altro che replicare gli stessi risultati avuti a Torino in un altro contesto.

Conte allenatore – Quando si parla del Conte allenatore, sebbene ormai alleni ad alti livelli da quasi un decennio, ci si riferisce quasi sempre al suo primo anno alla Juventus, dove vinse in modo rocambolesco lo scudetto con una squadra che partiva a fari spenti. Si potrebbe quasi dire che le basi della carriera e della fama del tecnico risiedano in quel titolo vinto. Da lì anche la costruzione del personaggio che faceva rendere al meglio rose non di prim’ordine. Merito che non può che essergli riconosciuto. Stiamo sempre parlando dello stesso tecnico che sacrificò sull’altare dei record dei punti in campionato un’Europa League più che alla portata della sua squadra, per altro con la finale da giocare nello stadio dei propri tifosi. Un allenatore dalle indubbie capacità di comando ma con un curriculum non privo di passi falsi. Paragonato al suo predecessore di vent’anni esatti fa, Lippi sembrava essere un investimento più sicuro, anche lui con la reputazione di chi faceva cavare il sangue dalle rape, eppure…

I punti forti che diventano deboli – Uno dei più grandi meriti riconosciuti ad Antonio Conte, è la capacità di portare oltre il proprio limite di rendimento giocatori non eccelsi. Una sorta di uomo dei miracoli, per i quali ogni società non si farebbe problemi a spendere. E qua potrebbero nascere anche i problemi. Conte non è più il tecnico emergente che arrivò a Torino per la prima volta da ex giocatore. Siamo dinanzi a un uomo con la fama da top-manager, ma soprattutto dall’ingaggio pesante. E il fatto che l’Inter dovrà sborsare 12 milioni di euro (circa) netti all’anno al suo nuovo allenatore, non può che lasciare perplessi. Un simile impegno finanziario sarebbe potuto essere valido per rafforzare in modo più immediato la rosa. E di certo si farebbe un torto alla logica nel pensare che il gap tra l’Inter e le squadre che l’hanno preceduta in classifica, si colmerebbe solo cambiando allenatore.

Le controindicazioni non finiscono – In mezzo a tutto questo, non si può ignorare il passato. Partiamo dal fatto che un allenatore che nonostante debba ancora sedersi in panchina ha già una parte del tifo, seppur minoritaria, che non lo gradisce. E alle prime difficoltà della squadra, quanto agirà da moltiplicatore di isteria la provenienza del tecnico? Sembra un processo per un fatto che ancora non si è compiuto, ma stiamo parlando di cose che da tifosi abbiamo già visto vent’anni fa, ed è difficile non pensarci. Nessun investimento è sicuro, e nello sport meno che mai, ma all’aumentare delle spese, aumentano anche le attese.

Patti chiari – Perché alla fine tutto parte anche dagli obiettivi della società. Normale che se si sceglie di strapagare un tecnico non è per confermare il quarto posto degli ultimi due anni. E allora sembra doveroso chiedersi, ma anziché prendere uno che ha la fama di far rendere al meglio i giocatori meno bravi, non sarebbe meglio comprare direttamente chi è più bravo in campo, e ingaggiare un tecnico dall’ingaggio meno oneroso? Anche perché ricollegandoci al discorso iniziale sul calcio cambiato rispetto all’Inter di Lippi, i mercati a fondo perduto dell’epoca Moratti, sono un lontano ricordo. Mentre il FPF è una delle poche certezze che abbiamo.

Buona fortuna – Al momento da tifosi l’unica cosa che possiamo fare è anche la stessa di sempre, cioè sostenere la squadra e chi l’allena, sia che si chiami Conte, Pioli o Stramaccioni, l’Inter è più importante di chi ne fa parte. E allora avanti tutta, da parte mia mi auguro di avere torto riguardo al tecnico e che riesca a lavorare con la serenità di cui ha bisogno senza vedersi sbattere in faccia il suo scomodo passato. Tanti auguri di buona fortuna ad Antonio Conte, allora, ne avrà sicuramente bisogno.

Alessandro

L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.
Alessandro

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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.