Conte all’Inter mi fa rabbia, ma sopravviverò

So di essere in minoranza, e so che la maggior parte degli interisti è contenta di vedere Conte all’Inter. E so che è bello vedere schiumare di rabbia gli juventini, ma il punto è un altro. Non voglio dare patenti di tifo a nessuno, nè iniziare ridicole battaglie sul chi è più interista di chi. Antonio Conte è un allenatore in gamba, forse meno bravo di quanto si pensa, ma io avrei preferito chiunque altro.

Capisco che può sembrare ridicolo e antiquato parlare di filosofia al giorno d’oggi, sopratutto quando non si vince un trofeo da otto anni, ma non mi sono ancora stufato abbastanza da farmi andare bene uno così.

Conte all’Inter è una mancanza di rispetto per la mia memoria di tifoso. Ricordo Conte giocatore e capitano della squadra più corrotta e antisportiva di quel decennio. Insieme a Lippi lo juventino più odioso, il nemico sportivo per eccellenza. Ricordo il suo arrogante sorriso dopo il più grande furto calcistico del secolo scorso, il 26 aprile del 1998. E come dimenticare il suo intervento nel Processo Doping alla Juventus? Antisportivo e tutelato dalla classe arbitrale, da giocatore era simpatico come uno scoiattolo idrofobo e affamato che si aggira nelle mutande.

Qualcuno sostiene che da allenatore sia cambiato qualcosa. Aveva persino detto che allenerebbe volentieri l’Inter, dicendo addirittura che ne sarebbe diventato il primo tifoso. Rinnega i due scudetti vinti da Capello (ma solo perchè era stato mandato via dalla Juventus al suo arrivo) e li definisce revocati (ma non farà particolari atti di eroismo quando la Juventus inizierà a contarli fuori dallo stadio). Qualcuno sottolinea anche come lui, di Lecce, abbia fieramente allenato il Bari. Si fa notare per il coinvolgimento del processo calcioscommesse del 2012, dal quale uscirà assolto in formula piena mentre è allenatore della nazionale, giusto poche settimane prima degli Europei del 2016. Conte aveva tentato di patteggiare con una multa di 200.000 € e tre mesi di squalifica, per evitare possibili condanne penali (erano stati chiesti sei mesi di reclusione). Il patteggiamento venne però bocciato, e il processo andò avanti regolarmente, fino appunto all’assoluzione.

A me piace ricordare che la sua Juventus del primo anno aveva un attributo in comune con la sua storica, e con quella del suo nemico Capello: lo scippo a mano armata. Senza la svista sul gol di Muntari sarebbe andato tutto in modo diverso. E io non dimentico quando Conte ha provato a convincere Boban che il mancato gol di Muntari valeva quanto un fuorigioco millimetrico. Sul serio, ma come si fa?

Conte cerca di convincere Boban che il gol di Muntari è uguale ad un fuorigioco millimetrico.

Il gol di Muntari è il peccato originale del calcio italiano in questo secolo, la base su cui la Juventus ha ripreso a tiranneggiare, in tutti i sensi. E se vogliamo, il Conte allenatore ha costruito la sua fortuna sportiva proprio da quell’incredibile episodio. Il suo 3-5-2, sgorbutico quanto brutto e prevedibile, ha funzionato sempre solo alla Juventus (guarda caso) e solo un anno al Chelsea, con ammutinamento alla seconda stagione, ed è andato sempre malissimo nelle Coppe Europee.

Tutto questo non cambierà il mio tifo per l’Inter. Sono sicuro che Peppino Prisco o Facchetti non avrebbero apprezzato un (altro) personaggio come questo in panchina, ma ormai è fatta. Capisco che Suning stia agendo nel bene dell’Inter, e si vede. E mi sembra anche giusto non ascoltare sempre il cuore dei tifosi. Le scelte impopolari possono portare risultati, e spero sia questo il caso. Dispiace solo che proprio come 20 anni fa la (nuova) società pensi che basti banalmente “ingaggiare gente che ha vinto alla Juventus” per vincere all’Inter (che è un’opinione già espressa da Alessandro nel suo interessante editoriale di ieri).

L’unico modo che ho per mandare giù il rospo, è ricordarmi che alla fine nessun giocatore o allenatore è più grande e importante di un club come l’Inter. Non lo sono stati nemmeno Zanetti e Mourinho, e non lo saranno di certo due juventini fino al midollo come Lippi e Conte. Purtroppo, con l’arrivo di Marotta (già indigesto per me), la nomina di Conte era ormai scontata da mesi. Nel mio piccolo posso solo tifare solo per la maglia, come ho sempre fatto.

A chi mi domanda “Visto che odi Conte, se dovesse vincere lo scudetto cosa farai?”, rispondo che io tifo Inter. Come l’ho tifata in passato con Lippi farò lo stesso con Conte, dal punto di vista dell’odio sportivo non c’è una chissà che differenza tra i due. Spero solo Conte sia più capace del viareggino. Ci tengo però a dire che uno scudetto non sarebbe abbastanza per essere “in pari” con mister Conte. Ricordo a tutti che Conte e i suoi amici ce ne hanno rubati almeno due, quindi vincere qui sarebbe il minimo per iniziare ad essere rispettato.

Sfido Conte a smentirmi, e a portare a casa nostra qualcosa. Se andrà via dall’Inter a mani vuote per me sarà solo un fallimento. E macchieremmo di nuovo la nostra storia per nulla.

Ed è una presa di posizione dalla quale non arretrerò di un centimetro.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
Mikhail

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Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.