Chi è l’allenatore Frank de Boer

Chi era il Frank de Boer giocatore, è una domanda cui molti di noi sapranno rispondere facilmente: ottimo difensore centrale dell’Ajax e del Barcellona, oltre che capitano di una delle nazionali olandesi più forti del dopo Cruijff, a Francia 98. Mentre, al di fuori dell’Olanda, è difficile tracciarne il profilo da allenatore, stile di gioco e mentalità, e i pregiudizi sui metodi di gioco olandesi possono facilmente trarre in inganno.

Come tutti gli allenatori olandesi che si rispettino, anche de Boer è un offensivista scriteriato? Bhe, la risposta è no (e per fortuna). Per essere un olandese, de Boer cura molto la fase difensiva, e non è un integralista del 4-3-3, come qualche tifoso nerazzurro teme. Anzi, come ricordato dalla Gazzetta, si trova a suo agio con il 4-2-3-1, modulo che si presume fosse nella testa dell’ex Mancini. Non disdegna il possesso palla, e (questo sì, come ogni olandese), ama introdurre in prima squadra giocatori del vivaio. Tralasciando che ci sono differenze abnormi tra i livelli dei vivai olandesi e quelli italiani, è difficile ipotizzare che il nuovo mister possa integrare 3-4 giovanissimi in pianta stabile, ma è comunque plausibile che a qualcuno di loro venga concessa qualche chance in più di mostrarsi.

Il Frank de Boer allenatore può essere definitivo un vincente? Considerando che la sua carriera da tecnico è iniziata da non moltissimo, si può dire abbastanza. Tralasciando la curiosità del debutto assoluto, avvenuto con una vittoria per 2-0 proprio a San Siro, ai danni del Milan in Champions League, al suo primo anno da allenatore de Boer riuscirà a vincere il 30° scudetto ai lancieri, 2010-2011. Potrà sembrare semplice vincere un campionato olandese con l’Ajax, ma il titolo mancava da ben 7 stagioni (ultimo nel 2003-2004). Nelle sei stagioni da tecnico dell’Ajax, Frank de Boer collezionerà ben 4 scudetti di fila, e una Supercoppa Olandese, perdendo due finali di Coppa Olandese e ben tre finali di Super Coppa Olandese. Da questo emerge una maggiore attitudine per i lunghi percorsi, mentre negli ultimi sei anni le partite secche sono state un problema per l’Ajax. I biancorossi sono arrivati secondi negli ultimi due campionati, vinti entrambi dal PSV, l’ultimo in particolare è stato perso dall’Ajax all’ultima giornata, un epilogo drammatico che ha portato de Boer alle dimissioni.

La conferenza di presentazione all’Inter, ha visto un de Boer tranquillo e determinato. Molte parole di circostanza, ma anche alcune frasi abbastanza significative sull’importanza del gruppo, del mantenere nella rosa Icardi, e di come per ora non intende cedere o acquistare nessuno per valutare il gruppo attuale. Si è anche parlato dell’attitudine della squadra a mutare filosofia e modulo in vista delle situazioni, cercando di mostrarsi elastico e non mono-modulo come in molti temevano. Domani il mister sarà alla prima panchina in nerazzurro, nell’amichevole contro il Borussia Mönchengladbach, ma è chiaro che per attendere i frutti del lavoro del nuovo mister dovrà passare parecchio tempo.

 

Mikhail

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Mikhail
Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.

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