Chelsea-Inter 1-2, i progressi e la certezza Kondogbia

Terza uscita in International Champions Cup per l’Inter, ancora a Singapore ma questa volta contro il Chelsea di Antonio Conte, tanto cercato dalla dirigenza nerazzurra ma mai convinto appieno di lasciare l’Inghilterra. I nerazzurri dal canto loro devono fare i conti con la cronica assenza di Icardi e coi problemi che costringono il bomber d’estate Eder a partire dalla panchina. Nonostante tutto, l’Inter riesce a imporsi per 2-1 sugli avversari privi sostanzialmente del solo Hazard, confermando di fatto i miglioramenti visti col Bayern Monaco.

La prima azione pericolosa è dell’Inter che dopo soli due minuti ha l’occasione di sbloccare il risultato: lancio di Skriniar per Candreva che a tu per tu con Courtois riesce a colpire il portiere (ad onor del vero saremmo rimasti piacevolmente colpiti del contrario, date le note abilità del bello Antonio). I nerazzurri si affacciano ancora pericolosi dalle parti del portiere belga del Chelsea, soprattutto con un attivo Gagliardini che fino ad oggi non aveva ben impressionato: l’italiano non riesce comunque mai a trovare il bersaglio grosso, concludendo sempre largo. Nonostante l’intelligenza di Borja Valero in mezzo al campo, l’Inter perde un po’ le misure e concede campo al Chelsea, che sfrutta le difficoltà di Brozovic a trovare la posizione ed una catena di destra nerazzurra che commette qualche errore di troppo, soprattutto con D’Ambrosio. A provarci è Batshuayi, che cerca di scardinare più volte l’attenta difesa nerazzurra ma sbatte sempre contro il muro eretto da Miranda e Skriniar, che rischia di capitolare solo per un goffo controllo di Padelli sulla linea di porta (evidentemente voleva emulare il magico autogol ai tempi del Torino). In un primo tempo con comunque poche emozioni è l’Inter a riuscire a passare in vantaggio: lancio illuminante di Borja Valero per Jovetic, controllo e rigore abbastanza generoso per un presunto fallo commesso da Azpilicueta. Dal dischetto si presenta lo stesso montenegrino che è bravo a ribadire in rete la respinta di Courtois per l’1-0 parziale, con annessa minaccia di non lasciare l’Inter.

L’inizio della ripresa vede ancora l’Inter partire forte, è ancora Jovetic a trovare il gol che però viene giustamente annullato per fuorigioco. La segnatura non tarda comunque ad arrivare: Borja Valero giostra il magistrale contropiede che porta Perisic a bucare Courtois per il 2-0, dopo un gran assist di Jovetic. La girandola dei cambi vede l’Inter porsi in campo praticamente senza punte, con Joao Mario a fare da falso nueve fino all’ingresso, più tardo, di Eder. Il Chelsea cerca di affacciarsi in attacco ma viene ben disinnescato da Miranda e soprattutto Skriniar, e ci deve pensare l’ormai sicurezza (in negativo) Kondogbia a scardinare l’attenta difesa nerazzurra con l’autogol del secolo: un tentativo di retropassaggio a Padelli diventa un imprendibile pallonetto che va ad infilarsi con millimetrica precisione sotto il sette della porta nerazzurra. Il gol subito e i continui cambi di Spalletti mandano in affanno l’Inter, che concede qualcosa di più al Chelsea che riuscirebbe anche a pareggiare col solito Batshuayi se il guardalinee non segnalasse un fuorigioco inesistente. Nonostante le difficoltà finali, i nerazzurri riescono comunque a concludere la gara sul risultato di 2-1

La gara di oggi dà ancora indicazioni positive soprattutto sul piano del gioco: Borja Valero viene cercato spesso dai compagni e dà il là a tutte le azioni nerazzurre. Il diktat spallettiano di giocare il più possibile la palla a terra sembra in fase di metabolizzazione, bisognerà valutare il comportamento della manovra offensiva non appena Icardi sarà tornato a far parte della formazione titolare. Male la catena di destra quest’oggi, con Candreva e D’Ambrosio apparsi distratti o molto più probabilmente in debito d’ossigeno, mentre la prestazione di Perisic dovrebbe far capire a Mourinho che se vuole assicurarsi le prestazioni dell’esterno croato, coi prezzi di oggi, 50 milioni forse sono anche pochi. Menzione finale, per l’ennesima volta, per un sorprendente Skriniar: è solo calcio estivo, ma chi si aspettava un impatto così positivo dall’ex Sampdoria? In effetti è tutta la difesa a sorprendere, ma probabilmente il tutto è frutto di una maggiore accortezza in fase di non possesso dell’intera squadra, apparsa sempre molto corta e attenta a chiudere tutti gli spazi.

Paolo
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Paolo
Ho perso la testa per l’Inter, senza saperne il perché. Uno dei pochi ad aver comprato il libro di Mazzarri, abbagliato dalla bellezza del 3-5-2. Nel tempo libero tento di fare l’ingegnere, ma mi riesce meglio ubriacarmi di sport rigorosamente dal divano. Neuer è un modello.