Brozovic resta e rinnova: l’ultimo colpo di mercato

MILAN, ITALY - NOVEMBER 22: Marcelo Brozovic of FC Internazionale Milano celebrates his goal during the Serie A match between FC Internazionale Milano and Frosinone Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on November 22, 2015 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Qualche tempo fa, prima dell’inizio della sessione di mercato estiva, mi sbilanciai affermando con una certa sicurezza che nessun big dell’Inter sarebbe stato ceduto. Lo dissi per Handanovic, lo dissi Icardi, per Perisic, per Jovetic e, infine, anche per Brozovic, anche se ammetto che se avessi dovuto sceglierne uno solo, Marcelo era la cessione più probabile. La sua mancata cessione, e anzi il rinnovo di contratto, così come per Icardi, è un messaggio importante per noi tifosi. Ora che il mercato è chiuso, mi sento di fare una piccola nota in favore della società, che ha fatto un mercato di buon livello, e ha mantenuto lo scheletro della squadra dell’anno scorso. Perchè non si vince rifacendo la squadra ogni anno, ma facendola crescere negli anni con gli innesti giusti. Non sono un grandissimo amante di Candreva, anche se è un giocatore di indiscusso valore, e sono stato particolarmente abbagliato da Joao Mario, anche se lo reputo un faticatore e tuttofare che ci farà sicuramente comodo, e sono abbastanza contrario a operazioni sensazionalistiche come quella di Gabigol, ragazzino appena ventenne che verrà trapiantato da subito in una realtà molto più grande di lui, e mica si tratta di Ronando, ma è evidente che la nuova proprietà abbia lanciato un grandissimo segnale a tutto il calcio, italiano ed europeo: ci siamo anche noi.

Nonostante il Fair Play Finanziario, che ci costringerà a rinunciare a molti giocatori in Europa League per questioni di bilancio (tra cui appunto i nuovi Gabigol e Joao Mario, oltre a Kondogbia e forse Jovetic), l’Inter ha speso molto per rafforzarsi in campionato, e non ha ceduto nessun titolare per non indebolirsi. L’innesto a zero di Banega, a mio avviso l’acquisto tatticamente più utile a centrocampo (e forse in assoluto), e il buon mestierante Ansaldi come terzino, non completano del tutto la rosa, cui mancano ancora grandi esterni di difesa e un buon difensore centrale di riserva, almeno fino al rientro di Andreolli, ma il risultato è di buon livello. I nerazzurri si ritrovano ora un numero di cambi sufficiente per affrontare dignitosamente gli impegni europei, anche se, almeno ad oggi è difficile ipotizzare che si possa andare lontanissimo, ma è sicuramente meglio che far scoppiare la squadra, utilizzando sempre gli stessi 11 ogni tre giorni. Per quanto riguarda il campionato, la lotta per il terzo posto è difficile ma l’impressione è che, oltre i bianconeri, le altre squadre di vertice non si siano rinforzate così tanto, quindi non è detta l’ultima parola. Dispiace non essersi liberati di molta zavorra inutile, come Felipe Melo e Ranocchia (addirittura diventato prima riserva), ma per farlo ci saranno le occasioni di gennaio.

Per il momento ci sentiamo di ringraziare la nuova società, non solo per i nuovi innesti, che speriamo si ambientino presto e con profitto, ma anche (e forse soprattutto) per la mancata cessione dei titolari, che è un passo imprescindibile per la costruzione di una grande squadra, ed è una cosa che all’Inter non si vedeva ormai da troppo tempo.

Mikhail

Amante del cinema, cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Sognatore e innamorato dei calciatori più o meno falliti, spera che Suning e Spalletti riescano a raddrizzare la baracca. E magari sarebbe bello vedere Ausilio fuori dalle scatole.
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