Brozovic non può guidare, Icardi non lo sa e segna lo stesso

L’Inter reduce dalla pesantissima sconfitta nell’amichevole contro il PSG, e dal passo falso con la Lazio (ma di questo ce ne eravamo quasi dimenticati), riesce a tornare alla vittoria nell’insidiosa trasferta contro l’Empoli. Mancini, forte dell’assenza di Felipe Melo squalificato per tre giornate, manda in campo una squadra che ha un suo senso logico: centrocampo a 3, Kondogbia e Ljajic titolari, Montoya lontano dal rettangolo di gioco, ecc. Tutto molto bello, come direbbe Pizzul, però non si intravede alcun miglioramento della squadra nella fase propositiva. I nerazzurri subiscono la pressione avversaria per buona parte della partita, ma per fortuna senza pagarne mai le conseguenze. Miranda si dimostra per l’ennesima volta il vero leader della difesa interista, e Icardi, per nulla scosso dal fatto che Brozovic guidi senza patente e col tasso alcoolico alterato, si ricorda ancora come si segna. E se a ottobre, a detta dei giornali, il problema era il centravanti argentino che non sapeva dialogare, adesso la colpa è di Jovetic che gioca da solo (anche se però non ha giocato), e forse domani sarà anche colpa del montenegrino se Brozovic guida ubriaco o se Mancini sceglie di schierare Felipe Melo (con l’aggravante della sobrietà).

Il gioco, parola dal significato controverso, non è esattamente pirotecnico, e vedere Medel impiegato a centrocampo che si affanna ad impostare, non è neanche un bello spettacolo. Allora si attende che una delle schegge impazzite dell’ex Jugoslavia si inventi la giocata, permettendo di sbloccare la partita, stavolta è toccato a Perisic, assist man per Icardi. Del resto, l’Inter è abile a incassare grazie alla sempre più affidabile difesa, inoltre le individualità in attacco le consentono di trovare il gol, prima o poi, da qui la maggior parte delle vittorie nerazzurre con il minimo scarto e non senza soffrire. In qualche modo i risultati arrivano, ma le difficoltà per i nerazzurri nel creare occasioni da gol sono oggettive, vero che in campo esistono anche gli avversari e che giocare ad Empoli non sia poi semplice, ma problemi analoghi si sono visti anche contro squadre meno valide dei toscani.

La classifica resta più o meno inalterata, l’Inter tiene il passo delle dirette inseguitrici che, esclusa la Roma, hanno vinto tutte, preparandosi ad affrontare il Sassuolo di Di Francesco, squadra che farà riaffiorare dolci ricordi ai nostalgici di Walter Mazzarri, e che al momento si dimostra un avversario più che pericoloso. Nel mentre il calciomercato tiene sempre banco in casa interista, e così ci accingiamo a leggere interessantissime notizie sull’approdo di Lavezzi in nerazzurro, come in ogni sessione di mercato a partire dal 1975, e a chiederci chi sarà il fortunato club che soffierà alla squadra di Mancini il più forte difensore centrale italiano (e probabilmente del mondo) in circolazione, purtroppo messo dall’Inter nella lista dei cedibili. E già che ci siamo, se tra una cessione e l’altra degli esuberi, dovesse arrivare l’acquisto di un centrocampista valido, personalmente non avrei nulla in contrario.

Alessandro

Alessandro

L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.
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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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