Au revoir, Monsieur Icardí

Photo Credit: Reuters UK

Si è conclusa sul gong, dopo sette mesi di chiacchiere e titoli di giornale, la telenovela Icardi. La campanella del mercato ha sancito il suo finale: trasferimento al PSG, in prestito per un anno con allungamento del contratto con l’Inter.

Una telenovela a dir poco fastidiosa, assurda, inconcepibile, paradossale. Si potrebbe andare avanti all’infinito per descrivere questa vicenda, ma non avrebbe senso continuare a spendere altri aggettivi. Ciò che importa è che tutti, o quasi, sono contenti di come si è (per ora) conclusa la diatriba. Dico quasi perché, a parte l’Inter e Marotta, Icardi non sembra aver esultato particolarmente per la destinazione parigina, se non per ovvi motivi di facciata.

Inoltre, purtroppo, il per ora è d’obbligo perché la formula del prestito non chiude definitivamente la storia fra Icardi e l’Inter. Come confermano le parole dell’agente e moglie Wanda Nara al Corriere della Sera: “Non è un divorzio. Mauro e l’Inter sono come fidanzati che si prendono una pausa di riflessione”. Senza contare che l’Arrivederci postato da Icardi su Instagram suona più come una minaccia che come un saluto di congedo.

Su quali basi questa pausa di riflessione possa essere un giorno interrotta è difficile immaginarlo. Ma in questi mesi ne abbiamo viste di ogni tipo. Certo, i 70 milioni fissati per il diritto di riscatto sono un prezzo quasi di saldo per un giocatore che, al netto di tutto, rimane pur sempre di valore.

In più, il molto probabile addio di Cavani alla fine della stagione dovrebbe spingere Leonardo a esercitare tale diritto. O almeno così vorrebbe la logica. Peccato che quando si parla di Icardi la logica non si possa mai dare per scontata.

È stato illogico ammutinarsi nel bel mezzo della stagione scorsa, perdendo la possibilità di essere convocato per la Coppa America con l’Argentina.

Lo è stato ostinarsi a fare della fascia di capitano una questione di principio, o un pretesto. Così come rifiutare ogni destinazione durante il mercato estivo, anche a costo di rimanere contro tutto e tutti.

Per non parlare della decisione di fare causa alla società a pochi giorni dalla chiusura del mercato per ottenere un improbabile reintegro in un ambiente che voleva tutto men che la sua presenza.

È stato illogico, poi, che tutto questo sia avvenuto da parte di un giocatore che per parecchio tempo ha indossato la fascia di capitano, ma che soprattutto ha sempre sbandierato amore verso i colori nerazzurri. Un amore che probabilmente è stato tale solo a parole.

E se i fatti sopra elencati non bastano per interrogarsi sulla veridicità di tale presunto amore, aggiungiamo il nemmeno tanto nascosto desiderio di andare alla Juventus, società con la quale pare ci siano stati contatti ancor prima del famoso caso fascia di febbraio.

Questa è l’idea che la maggioranza dei tifosi si è fatta dall’esterno. Ciò che appare illogico e sorprendente è soprattutto il silenzio di Icardi durante tutti questi mesi. Mai una dichiarazione, un’intervista per chiarire ed esporre il proprio punto di vista, mai un accenno a un ripensamento, a un passo indietro, a delle scuse in realtà mai prese in considerazione.

Detto ciò, sapere di non vedere Icardi con la maglia dell’Inter in questa stagione è un sollievo per tutti i tifosi, ma al tempo stesso lascia l’amaro in bocca. Per quello che poteva essere e non è stato.

Per quei 124 gol che lo mettono al nono posto nella classifica all time dei marcatori nerazzurri, un gradino e un gol sopra un certo Bobo Vieri. Per quelle mani portate alle orecchie che, è inutile nascondersi, tante volte sono state sinonimo di gioia. I gol al Milan, al Tottenham, al Barcellona e alla Juve non si cancellano, ma restano ormai un lontano ricordo.

Il rammarico è per un attaccante che poteva scrivere pagine diverse della storia nerazzurra e che invece ha scelto di anteporre se stesso all’Inter. A Parigi farà parte di un attacco che conta già Mbappé, Neymar, Cavani e Di Maria. Non male per ripartire senza avere tutto apparecchiato. Chissà, magari la tanto disdegnata compagnia di Perisic potrebbe rivelarsi meno peggio di quel che ricordava.

Au revoir, Monsieur Icardí.

giulma

Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.
giulma

Latest posts by giulma (see all)

About the Author

giulma
Interista a otto anni grazie a un doppio passo del Fenomeno, visto per caso in televisione. Le lacrime di amarezza del 5 maggio hanno scavato solchi, colmati dalle lacrime di gioia per un Triplete festeggiato il giorno di uno straordinario ventesimo compleanno. Innamorato dei colori nerazzurri e di Javier Zanetti.