L’addio di Lukaku sarebbe la fine per l’Inter

L’addio Lukaku, per modalità e tempistiche, sarebbe la fine. Un fatto senza precedenti nella storia recente dell’Inter Genererebbe eventi a cascata, tra cui la probabile fuga degli altri pezzi da 90 dei nerazzurri e manifesterebbe la debolezza della società. L’Inter sicuramente non lotterebbe per la seconda stella, per difendere lo scudetto, non andrebbe avanti in Europa (ma tanto ci siamo abituati, no?) e rischierebbe di non poter nemmeno sostituire il giocatore. Siamo tutti arrabbiati con il mondo, ci sentiamo tutti presi per il culo da Suning, dai membri della società e dal Lukaku calciatore. Ed è così, non è solo una nostra sensazione.

Se questa operazione dovesse andare in porto, la colpa sarà di tutti i protagonisti: nessuna pietà per nessuno. Da questa storia ne guadagnarebbero tutti eccetto l’Inter e gli interisti. Steven Zhang, naturalmente, è l’indiziato numero. Non è ben chiaro se la sua volontà sia stata la prima, o se sia venuta prima quella di Lukaku, ma non ha importanza, il diktat finale è suo, ed è con grande probabilità il maggiore responsabile.

Passiamo ora a Lukaku, da me coccolato e amato da molto, molto prima che l’Inter potesse immaginare di permettersi di acquistarlo. Nella migliore delle ipotesi, dovrebbe chiedere scusa. Le sue parole al miele, oggi suonano almeno come poco opportune. Se non squallide. E ricordo a tutti che queste parole di “affetto incondizionato” sono arrivate dopo che Lukaku è stato responsabile principale di una tragica sconfitta in una finale europea. Ed è una cosa non va dimenticata. Avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa, ed essere molto più cauto nelle dichiarazioni. Ultime quelle tornato dalle vacanza ad Inter TV. Stucchevoli e ridicole, aggravate da commenti ed idiozia social di ogni risma. E non una parola, non un commento social, per spazzare via nessuno dei dubbi sul suo accordo col Chelsea. Dopo anni di poco più che mediocrità in Inghilterra vuole tornare a giocarsi una rivincita con un ingaggio doppio? Grazie di tutto, ma non sei diverso dagli altri. Gli altri peggiori, ovviamente. Anzi, gli altri rispetto a te hanno tenuto la bocca chiusa. Avrei potuto dire grande professionista, ad oggi direi solo grande ciarlatano.

E la indefessa dirigenza dell’Inter? Marotta e Ausilio, tanto perdonati e acclamati in queste ore, sono coloro che non sono stati in grado di liberare l’Inter dai costi degli esuberi, ed hanno aperto, anche pubblicamente alle “offerte irrinunciabili”. Ah, pare che siano contrari alla cessione di Lukaku imposte dal presidente cattivo, dal giocatore che vuole andare via, o da entrambi? Benissimo, dimettetevi in blocco allora. Appena finito il mercato dimissioni in blocco dell’area tecnica, sennò d’accordo o meno saranno per me complici allo stesso livello degli altri due.

Vorrei anche spendere una parola sulla Curva Nord, spesso idolatrata per essere baluardo difensivo dell’Inter e via discorrendo, e a volte additati come quelli che si fottono gratis gli abbonamenti per starsi zitti davanti alle peggiori nefandezze. Mi aspettavo una reazione decisamente diversa. Ai tempi dello scambio Guarin – Vucinic, Milano fu messa a ferro e fuoco. Oggi oltre ad un paio di educati striscioni, ed un alcuni divertenti fogli A4, molto teneri, all’ingresso della sede, non vedo molto. Non fare nulla oggi vuol dire tornare ad essere quell’Inter, quella di Thohir, e dello scambio Guarin-Vucinic.

Ora si sta parlando di un piccolo ripensamento di Zhang. Non tanto per le minacce dei tifosi, ma perchè sembra pare abbia capito che senza Lukaku il rischio di non centrare nemmeno il quarto posto è molto concreto. Il che vorrebbe dire il disastro finanziario, e non osiamo immaginare dal punto di vista di campo cosa potrebbe succedere. Per provare ad immaginarlo, basta solo leggere alcuni nomi assurdi che sono usciti come potenziali sostituti di Lukaku. Alcuni fanno davvero venire i brividi.

Dal canto mio, premetto che in un momento normale questa cifra sarebbe assolutamente da accettare, ma i modi ed i tempi ti impongono di rifiutarla con ogni mezzo. Soprattutto alla luce della cessione, dolorissima e anzi tempo, di Hakimi. Non c’è il tempo per sostituirlo, e non la puoi considerare. Per certi versi, anche il solo averla considerata è una sorta di ridimensionamento societario. Ritengo che se tutto dovesse andare nel peggiore dei modi, sarebbe il momento storico fare scelte radicali. Insomma, disobbedienza civile. Personalmente non andrò allo stadio una volta riaperto (e dire che mi stavo organizzando per le prime due partite di campionato, ma fa niente), non comprerò nessuna delle due maglie, che con tanto impegno mi stavo facendo anche piacere, non spenderò un solo euro all’Inter Store, e mi pento solo di aver già rinnovato con il mio Inter Club.

Questi signori non meritano nulla, solo il disprezzo assoluto. E se le cose saranno formalizzate, mi riferirò a tutti tutti i signori citati.

Non farò morali sull’Inter che viene prima di tutto, tanto lo sappiamo già. Prima di tutto viene il rispetto, e le prese per il culo ne sono la negazione.

Mikhail

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Mikhail
Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.