A che punto è l’Inter?

Il precampionato dell’Inter non è stato facile. Non è stato nemmeno facile per me seguirlo, perchè non è stato un periodo proprio semplicissimo (e se non scrivo nulla da più di due mesi ci sarà un perchè). Ma l’Inter è l’Inter, e si cerca sempre di far di tutto per vederla. Ho cercato di vedere il precampionato il più possibile, e posso dire di averlo visto abbastanza da farmene un’idea.

A prescindere dalle squadre affrontate, l’estate dell’Inter è stata tosta, e non è ancora finita. La difficile gestione degli esuberi ha frenato l’acquisto di giocatori dati per comprati da mesi, Dybala e Bremer, che alla fine sono sfumati. L’Inter è stata costretta a mettere sul mercato Bastoni prima e Skriniar poi, e per un motivo o per l’altro sono ancora qui. E immaginiamo cosa voglia dire affrontare la preparazione quando non sai chi resta e chi parte.

Sono arrivati dei giocatori nuovi. Lukaku è tornato, ed è chiaramente la cosa più evidente nell’undici titolare. Si tratta di un grande rinforzo, ma per ora è un prestito annuale (anche abbastanza oneroso). Il suo stato di forma è ancora ingiudicabile, ma è superfluo dire quanto sia importante la sua presenza per noi, anche a queste condizioni. Subito dopo di Lukaku, per importanza, io ci metto l’acquisto di Asslani dall’Empoli. Un centrocampista giovanissimo ma davvero maturo, che sembra avere tutti gli elementi per essere un vice Brozovic affidabile, e anche un giocatore prezioso nelle altre zone del centrocampo. Ieri ha commesso un paio di errori gravi, ma nel complesso del precampionato è stato tra i più positivi. Sugli altri acquisti farò brevi considerazioni più avanti.

Parliamo un po’ di cosa si è visto in campo complessivamente. Premesso che si tratta di amichevoli, che è calcio d’agosto, eccetera eccettera, ritengo comunque che qualche indicazione vada tratta lo stesso. Il bilancio complessivo è stato negativo, e non parlo dei risultato di fine partita, che non hanno nessuna importanza.

Cosa ha funzionato in queste amichevoli? Mi sono impegnato molto a trovare degli aspetti positivi. Salvo l’aspetto nervoso. L’Inter ha giocato spesso male, ma altrettanto spesso ci ha messo molto carattere e nervo per recuperare, o provare a recuperare, partite che si erano messe malissimo. In particolare con il Monaco e il Lione. L’aspetto mentale è una caratteristica fondamentale di questa squadra, ed è bene averla rivista.

E quindi è andato tutto così male? Più o meno sì. I reparti hanno perso completamente le distanze. L’Inter offre una valanga di occasioni da gol a chiunque, e il centrocampo è il primo indiziato. La frattura è probabilmente dovuta ad un ritardo di preparazione, accentuato dal fatto che le squadre affrontate avevano spesso più giorni di preparazione nelle gambe. Ed è probabile che affrontare squadre più avanti in preparazione sia stata una scelta voluta. Ma è impossibile far finta di nulla, e raccontarci che è tutto a posto. Anche a livello individuale si sono viste più amnesie del solito. L’aspetto della carica agonistica è positivo, ma i giocatori sono sembrati più nervosi del solito anche tra loro. Saranno anche amichevoli estive, ma nessuno voleva fare brutta figura, e invece se ne sono fatte.

Molti titolari non sono pronti, come Brozovic, Calhanoglu e Skriniar, e il duo Lautaro-Lukaku è ancora con il fiatone. Correa non ha mai dato la sensazione di impattare dalla panchina. Ma preoccupa anche la cattiva condizione di Dzeko, in ritiro dall’inizio, sempre più controfigura di sè stesso. E Mkhitaryan, purtruppo, mi dà la sensazione di essere un altro acquisto alla Dzeko. E non è un complimento. L’armeno sta trovando difficoltà ad inserirsi nel contesto di gioco dell’Inter, e anche a livello fisico non sembra messo molto bene. Le qualità sono indubbie, e spero possa smentirmi presto. Non ho ancora afferrato l’acquisto di Bellanova, che ha dalla sua l’età e una facilità di corsa non trascurabile, ma al momento non mi sembra un giocatore pronto per l’Inter.

Gosens mi preoccupa sempre di più. E anche lui spero che mi smentisca il prima possibile. Ieri con il Villareal ha fatto vedere qualche timido passo avanti, ma ancora troppo poco per sostituire Perisic. E inizio a pensare che sia la proprietà che mister Inzaghi hanno i miei stessi dubbi. Gosens ha tutto per essere un esterno da Inter, ma dopo oltre sei mesi di parmanenza in nerazzurro sarebbe ora di dimostrare qualcosa.

E poi c’è il problema Handanovic. Di tutti i problemi elencati fino ad ora forse è il più spinoso. Non puoi sostituire il capitano senza togliergli la fascia, e nelle gerarchie di spogliatoio la cosa ha un certo peso. Ma le prestazioni di Handanovic sembrano peggiorare di partita in partita. D’altro canto, al di là della spavalderia, Onana non sembra così affidabile e maturo da essere il portiere di una squadra come l’Inter. Il precampionato del camerunense ha dimostrato quanto sapevo di lui, mezzi atletici assolutamente fuori dal comune, e una certa predisposizione alle incertezze sulle palle alte. Penso che l’obiettivo dell’Inter sia panchinare Handanovic già in corso d’anno, spero solo che non avvenga dopo aver perso troppi punti per strada.

Per essere ad una settimana dall’inizio del campionato, l’Inter non è messa benissimo. Le incertezze dovute al mercato, e la preparazione complicata, danno l’impressione di una squadra più fragile dello scorso anno. Può darsi che il campionato cambi l’atteggiamento e l’attenzione, ed è quello che spero, e che questi cattivi pensieri verranno spazzati via dalla condizione atletica. Perchè al momento l’Inter è ancora imballata, molto imballata.

Ma questi dubbi ce li porteremo avanti ancora un po’. Perchè se è vero che sulla carta Lecce e La Spezia non sono avversari proibitivi, alla terza e quarta avremo già davanti Lazio e Milan. Partite che non si possono sbagliare.

Mikhail
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Mikhail
Cintura nera di interismo da sempre, fonda Progetto Inter come angolo di sfogo, insieme al fratello Alessandro. Orfano di Christian Eriksen, ma sicuro che Inzaghi non possa mai essere più indisponente di Antonio Conte.