L’Inter segna tanto e diverte (finalmente)

Il gruppo nerazzurro esulta per uno dei 4 gol rifilati ai ciociari (foto: inter.it)

Eravamo talmente abituati a un’Inter che conosceva solo il linguaggio binario (1-0, 0-1), che questo 4-0 è un fulmine a ciel sereno che lascia cadere le nostre certezze. L’avversario davanti non era il meglio che il calcio europeo potesse offrire, questo è ovvio, ma l’aver visto i nerazzurri praticare un calcio d’attacco per entrambe le frazioni di gioco, creando un numero spropositato di occasioni da gol, è una notizia che non può che farci piacere. Ancora una volta indovina tutto Mancini, ormai sempre più imprevedibile nello stilare la formazione, e altrettanto capace di cambiare forma a una squadra che ha come costanza la solidità, ma che finalmente trova un pò di imprevedibilità in attacco, cosa che finora si era vista poco e che con una rosa del genere non era comprensibile (non che vincere 1-0 faccia schifo, intendiamoci).

Dal 3-5-2 vintage di Torino, che ha portato altrettanti punti ma non altrettanto entusiasmo, si è vista una formazione nettamente a trazione anteriore, e se l’avversario sulla carta modesto giustifica una certa spavalderia tra le mura amiche, l’aver creato così tanto lascia presagire a un miglioramento del gruppo non casuale. Una rondine non fa primavera, è solo la seconda volta in campionato dove l’Inter realizza più di una rete nella singola partita, e considerando che ne sono state disputate 13 qualcosa vorrà pur dire. Non resta che augurarsi che quanto visto ieri non sia un caso unico.

In questa rosa c’è una certezza: nessuno in avanti è indispensabile. L’inter ha saputo vincere facendo a meno di Perisic come titolare nelle ultime due partite, come di Icardi in altre occasioni, così anche di Jovetic. L’inserimento di Ljajic, decisivo a Bologna e (a mio giudizio) migliore in campo ieri sera, l’ottimo apporto di Biabiany, aggiungiamoci un Palacio in panchina per evidenti questioni anagrafiche, ma che può sempre dare il suo contributo con la sua astuzia, impossibile non considerare i nerazzurri una delle squadra con l’attacco più completo del campionato, anche al netto della sterilità realizzativa accusata nelle scorse partite. Le certezze dietro invece sono rappresentate dal duo sudamericano guidato dall’esperienza di Miranda, e da Handanovic che ha avuto un rendimento prodigioso nell’ultimo mese di campionato.

Adesso l’Inter è da sola in testa alla classifica, in attesa alla prova del nove contro il Napoli di Sarri al San Paolo, campo storicamente avaro di soddisfazioni per i nerazzurri. Inutile dire che lunedì prossimo servirà l’impresa per uscire indenni da Napoli, e che i padroni di casa hanno il favore del pronostico, ma se c’è una cosa che gli uomini di Mancini hanno dimostrato è quella di non partire battuti contro nessuno.

Alessandro

Alessandro

L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.
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L'esistenza del calcio è di per sé un male, l'esistenza dell'Inter rende questo male sopportabile. Portiere a tempo perso, devoto a Gianluca Pagliuca e Julio Cesar, interista da prima di imparare a leggere. Trascorro intere notti a domandarmi come l'Inter abbia potuto spendere dei soldi per Ricky Alvarez.

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